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"Non vogliamo che tu sia il primo della classe. Vogliamo che tu vada a letto stanco". Come dire che nella vita occorre dare tutto senza risparmiarsi. E' questo il motto con cui è cresciuto Roberto Cingolani, uno dei dieci scienziati più citati del mondo per le scienze dei materiali. Il fondatore e direttore da una dozzina d’anni dell’Istituto italiano di tecnologia (Iit) di Genova, si racconta in una lunga intervista al Sole 24 Ore: non solo la formazione accademiche all’Università di Bari o la ricerca al Max Planck di Stoccarda, ma anche e soprattutto le esperienze familiari che più lo hanno formato: dalla lunga malattia del padre, sportivo notevole e autorevole fisico, al tempo passato ad aiutare la madre con i fratelli più piccoli.


Un paio di cose da sapere su Roberto Cingolani

  • Si laurea in fisica all'Università di Bari nel 1985. Sempre a Bari consegue il dottorato nel novembre 1988 perfezionandosi nel 1990 alla Scuola Normale Superiore di Pisa.
  • Dal 1988 al 1991 è stato membro dello staff del Max Planck Institut di Stoccarda sotto la direzione del premio Nobel per la fisica Klaus von Klitzing. 
  • Dal 1991 al 1999 è stato prima ricercatore e poi professore associato di fisica generale presso il Dipartimento di scienza dei materiali dell'Università del Salento
  • Fra il 1997 e il 2000 è stato professore in visita presso l'Università di Tokyo, in Giappone e poi presso la Virginia Commonwealth University, negli Stati Uniti.
  • Dal 2000 al 2005 è stato professore ordinario di fisica generale presso la Facoltà d'Ingegneria dell'Università del Salento, dove ha fondato e diretto il Laboratorio Nazionale di Nanotecnologie di Lecce.
  • Dal dicembre 2005 è direttore scientifico dell'Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Genova
  • Nel 2001 ha lavorato come perito per la Procura di Roma sul caso Marta Russo e Unabomber.

Ecco cinque cose notevoli che Cingolani ha detto in questa intervista: per capire il suo lavoro, il suo approccio e il modo di fare scienza in Italia

I rapporti umani

"Qualunque screzio con una persona si traduce in una sfida a comprenderlo. E i soli umani che non si possono accettare sono quelli che imbrogliano".

La scienza in Italia

In Italia serve un modello organizzativo che metta a disposizione dei ricercatori laboratori multidisciplinari, orientati al progetto non alla pubblicazione accademica.

L'importanza di avere un direttore visionario

L’Iit è una piattaforma abilitante per ricercatori: nell’insieme si vede una tensione convergente verso l’evoluzione tecnologica che avanza nella collaborazione multidisciplinare. E che funziona come un’orchestra che può contare su un direttore visionario.

Cogliere l'essenza delle cose

Il disegno è artistico se coglie l’essenza. Quando riesco nel disegno è perché mi sono fatto un’idea precisa di qualcosa e la riproduco sulla carta. È come se avessi in testa una foto ad alta risoluzione e, disegnandola, la stampo. Nella scienza – come nella fisica che è fondamentalmente basata sui grafici – analogamente, non ti perdi nei dettagli, cerchi l’essenza, disegni nella mente una teoria, la verifichi, abituando la mente a prevedere l’evoluzione di una dinamica.

Il potere acceca

Non sei quello che hai, sei quello che sai. E il potere acceca. Sicché sono certo che chi prenderà il timone dell’Iit lo porterà avanti interpretando in modo nuovo la ricerca che ci siamo dati il compito di compiere. Il nemico dello scienziato è il mentitore

Il futuro del'Iit

Cingolani ha annuncato che non si ricandiderà per un altro mandato e ha avviato la procedura per la competizione internazionale che porterà alla scelta del prossimo direttore. Con ogni probabilità, non andrà al tecnopolo di Milano che ha contribuito a progettare e che si sta realizzando con una larga partecipazione della comunità accademica lombarda. Che farà, dunque, uno dei massimi scienziati italiani dopo che, tra un paio d’anni lascerà la sua creatura genovese? "Il fil rouge della mia vita è che ho sempre studiato fisica" si limita a dire al Sole.

 

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