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Alla redazione di Gamesource è stata concessa la possibilità di sperimentare ciò che ha da offrire il capitolo conclusivo della saga di HITMAN che, quest’anno vede calare il sipario sulle vicende dell’Agente 47 una volta per tutte. Preparate il silenziatore nella vostra pistola, studiate attentamente il briefing della missione perché è giunto il momento di scoprire se il tre è veramente il numero perfetto con questa nostra anteprima di Hitman 3.

Hitman 3

Il mio nome è 47, Agente 47.

Il primo scenario che abbiamo potuto provare nel nuovo Hitman 3 è situato a Dubai, più specificatamente nei piani alti del Burj Khalifa, apparato scenico di grande impatto che innesca un prologo che strizza l’occhio a 007 e Mission Impossibile. Del resto, è ormai noto che IO Interactive si occuperà di un titolo dedicato James Bond e giocando alle prime ore di Hitman 3 si vivono piccoli momenti che trasmettono positività e fiducia nei confronti degli sviluppatori che riusciranno a ricreare (incrociando le dita) la miglior trasposizione videoludica di James Bond dai tempi di GoldenEye per Nintendo 64.

Hitman 3

La partenza della missione di Dubai infatti non avviene direttamente all’interno del Burj Khalifa bensì al suo esterno. Dopo essersi lanciato da un velivolo, l’Agente 47 atterrerà nelle vicinanze di un ingresso di ventilazione, dove ancora una volta si delineano gli impatti scenici che la serie HITMAN ha saputo offrire ai giocatori nel corso degli ultimi anni. 

Hitman 3

Ciò che colpisce maggiormente, quantomeno nella versione su PC da noi testata con tutti i dettagli al massimo, è la qualità dei riflessi presenti su schermo che ci hanno fatto dubitare sulla presenza o meno del Ray Tracing. IO Interactive è riuscita a estrarre ogni singola risorsa disponibile dal proprio motore grafico che, ci teniamo a sottolineare, non stravolge il comparto tecnico rispetto ai precedenti due capitoli della saga ma, riesce a regalare ottimi scorci e riflessi al limite del Ray Tracing che ci hanno impressionato positivamente. Meno invece i volti dei personaggi che rimangono alquanto piatti e privi di particolari dettagli.

Hitman 3

Oltre a Dubai abbiamo avuto l’opportunità di esplorare e soprattutto investigare (se vorrete) le stanze e i dintorni del Thornbridge Manor. Non possiamo svelarvi troppo, ma in questa seconda missione Hitman III ci ha colpiti per il suo stravolgimento delle carte in tavola, offrendoci la possibilità di mettere da parte macchinosi stratagemmi per avvicinarci ed eliminare il nostro bersaglio, bensì, ci verrà offerta la possibilità di risolvere un caso come veri investigatori.

Hitman 3
Come uno dei più classici gialli scritti da Arthur Conan Doyle sarà compito nostro (sempre se vorremo) interagire con i vari membri della famiglia presente nella Thornbridge Manor, scoprire i loro alibi e capire il movente di questo misterioso omicidio. Ancora una volta l’esplorazione è la chiave principale del titolo e in questo secondo atto è caldamente consigliato prendersi tutto il tempo necessario per ponderare il risultato corretto alla nostra indagine e sebbene non vogliamo e non possiamo dirvi di più, è necessario lodare l’idea degli sviluppatori di porre un dualismo tra il come compiere un omicidio e come invece risolverlo per commetterne un altro.

Il fine giustifica i mezzi

Per questa sua ultima avventura, l’Agente 47 sarà munito di uno strumento piccolo ma essenziale: uno smartphone. Tale strumento rincara la dose sul quantitativo di azioni e utilizzi che vengono concessi al giocatore al fine di compiere la missione con successo. Uno degli esempi più classici (e che il gioco non tarderà a mostrarvi nei primi minuti) risiede nella possibilità di hackerare serrature digitali per aprire finestre o porte, oltre a ciò, essendo uno smartphone potrete sbizzarrirvi con la telecamera e realizzare fotografie dei momenti più interessanti o perché no, della vostra vittima dopo aver “parlato” con voi.

Hitman 3
Così come i precedenti capitoli, anche Hitman 3 esalta la sua natura sandbox permettendovi di compiere i vari incarichi con qualsivoglia condotta. Sarà vostra libera scelta quella di esplorare a fondo gli scenari per scoprire dettagli a volte piccoli ma fondamentali per eliminare un bersaglio a distanza oppure scegliere come sempre di infiltrarsi nei panni della persona giusta al momento giusto per essere da soli con la vostra preda. Un sistema di gioco che funziona, piace e stimola la rigiocabilità ancor di più che nei precedenti episodi proprio per merito delle ambientazioni provate in questa anteprima, ancor più cinematografiche, scrupolose nei dettagli e procreatore di infinite combinazioni di gameplay.

Hitman 3


In attesa di provare i restanti scenari e scoprire la conclusione della trilogia dell’agente 47 siamo rimasti piacevolmente sorpresi dalle migliorie tecniche e di gameplay inserite in questa ultima iterazione di Hitman che ci ha permesso di percepire la volontà da parte del team di sviluppo di regalare ai giocatori una degna conclusione capace di rispettare i canoni intrapresi con questa trilogia pur osando a qualcosa di nuovo con meccaniche non banali e ambientazioni realizzate egregiamente. Rimanete su queste pagine perché torneremo a parlare di Hitman 3 con il verdetto completo in vista dell’uscita prevista per il 20 Gennaio.

L’articolo Hitman 3 – Provato proviene da GameSource.

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