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Grazie a Koch Media abbiamo potuto giocare in anteprima Shadow of the Tomb Raider, prossimo capitolo dedicato a Lara Croft che nelle intenzioni degli sviluppatori svolgerà il compito di chiudere un cerchio iniziato nel 2013 con il primo capitolo del reboot.

Shadow of the Tomb Raider

La storia inizia qualche mese dopo la fine di Rise Of The Tomb Raider, con Lara intenta a seguire le tracce della Trinità in Messico. Qui gli eventi precipiteranno portando la giovane Croft ad affrontare pericoli e misteri che non avrebbe mai immaginato di affrontare, arrivando anche a dover mettere in discussione la sua moralità. La trama si interseca perfettamente tra le varie sezioni di esplorazione, di risoluzione enigmi e di sparatorie portando il giocatore ad essere sempre immerso in ciò che lo circonda, evitando qualunque tipo di sensazione di smarrimento o confusione.

I tormenti di Lara e la caratterizzazione di tutti i comprimari sono davvero ben realizzati (nonostante qualche problemino nel lip sync) ed esaltano tutte le sfumature della narrazione che vengono lasciate ai caratteri dei personaggi. Tra maledizioni Maya, teschi calavera messicani, giungle letali e un’apocalisse incombente la trama di Shadow of the Tomb Raider saprà soddisfare tutti i tipi di palati: siano esse veterani della saga o neofiti attirati dall’ultima forza cinematografica dedicata alla giovane Lara.

Shadow of the Tomb Raider

Dal punto di vista del gameplay invece, il gioco rimane piuttosto conservativo, introducendo alcune novità solo nella parte stealth per adattarla alla giungla. Le sparatorie, le fasi di esplorazione e la risoluzione degli enigmi è quella che dal 2013 ci accompagna in questa saga. L’esplorazione caratterizzata da salti repentini, momenti concitati, fasi di arrampicata con la piccozza e quick time event improvvisi non subisce cambiamenti e per dirla tutta a noi va bene così; essa infatti è solida, divertente e non annoia (nonostante qualche problema alle animazioni, ma ne parleremo più avanti). Le sparatorie, seppur il gioco vi stimoli ad agire in maniera stealth, non sono certo il fulcro del gameplay ma offrono una buona alternativa alle fasi più lente e riflessive. Lara non è un soldato, pertanto vi ricordiamo che imbracciare armi da fuoco e sparare neanche foste il buon Stallone non è propriamente consigliato.

La fase di puzzle solving invece, è davvero la parte migliore dal punto di vista del gameplay: ispirata, ingegnosa, mai banale o ripetitiva. I puzzle inoltre sono ben inseriti sia nel contesto ambientale con soluzioni credibili, sia a livello di trama con alcuni di essi davvero ispirati a livello di meccaniche. Le novità di cui vi parlavamo invece riguardano le fasi stealth, ora infatti grazie alla presenza della giungla, Lara potrà usare diverse opzioni ambientali per diventare una vera e propria ombra letale. Le pozze di fango vi permetteranno di ricoprirvi il corpo (con effetti visibili) per essere meno riconoscibile nell’erba, il fogliame sui muri vi permetterà di nascondervi al suo interno per fare assalti repentini ai nemici, o l’uccidere pelli di animali e craftarvi diversi tipi di ambiti vi renderà più silenziosa, piuttosto che più invisibile. Ultimo elemento di gameplay è l’albero delle abilità di Lara: in questo capitolo i punti abilità accumulati potranno essere spesi in un vasto albero delle abilità che vi offrirà diversi vantaggi, dalle abilità legate alo stealth, a quelle legate alla destrezza con le armi, da quelle di sopravvivenza a quelle di integrazione con l’ambiente circostante. Ogni abilità vi permetterà differenti approcci alle strategie di azione.

Shadow of the Tomb Raider

Dal punto di vista tecnico invece, Shadow of the Tomb Raider ci ha colpito di meno. Nonostante le ambientazioni e la giungla siano davvero molto ispirate artisticamente, non si può dire lo stesso del lato tecnico. La build presentata era davvero quasi quella definitiva, e alcune animazioni erano piuttosto problematiche sia durante l’esplorazione che nelle cutscene. Il pop up delle texture inoltre ci è sembrato eccessivo perfino per una build di anteprima. La poca espressività facciale inoltre stona con l’ottima caratterizzazione dei personaggi che ne avrebbe sicuramente tratto ulteriore vantaggio e che probabilmente avrebbe portato il tutto all’eccellenza.


Shadow of the Tomb Raider sembra davvero essere un’ottima chiusura del cerchio iniziato nel 2013. Conservativo e innovativo strategicamente, inciampa soltanto in alcuni aspetti tecnici che ipotizziamo verranno sistemati da qui al lancio. Solido narrativamente, e divertente dal punto di vista ludico, questo capitolo della saga di Lara Croft da il meglio di sé nelle fasi stealth e nel puzzle solving, con scelte stilistiche e di gameplay davvero azzeccate e ispirate. Aspettando la recensione per fornirvi un giudizio completo, ribadiamo la nostra positività verso il titolo Eidos Montréal.

L’articolo Shadow of the Tomb Raider – Provato proviene da GameSource.

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