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Doppia prova per Destiny 2: I Rinnegati, la nuova espansione di che inaugurerà l’inizio del secondo anno del gioco Bungie. Abbiamo potuto mettere mano su buona parte della prima missione della nuova campagna, così come sulla preannunciata nuova modalità PVP denominata Gambit.

Come il trailer E3 e il live stream della scorsa settimana avevano fatto sottintendere, la storia si svolgerà principalmente nell’Atollo e nelle strutture ad esso associate, come la Prigione degli Anziani. Proprio qui ha luogo la prima missione, in cui ci vediamo impegnati ad aiutare Cayde-6 a tentare di reprimere l’evasione in corso, con pressoché ogni tipo di nemico coinvolto. La missione è relativamente breve e segue il classico iter di arene, semplici puzzle da sbloccare a colpi d’arma, miniboss e boss, e si interrompe con un cliffhanger che lascia sottintendere che il nostro amato Cayde-6 sia stato ucciso da Ultren, fratello della Regina degli Insonni tornato per vendicarsi (per quale motivo e perché proprio contro Cayde? Non si sa). Niente che non fosse già evidente dai trailer già visti.

Molto più interessante è stato poter provare con mano le tante novità promesse, come ad esempio l’arco: la potenza del colpo è direttamente proporzionale alla tensione della corda, pertanto mollare il colpo prima di aver raggiunto la massima tensione diminuirà sensibilmente i danni inflitti. Al contempo, non è possibile tenere la freccia in tensione oltre un limitato numero di secondi, ma il tempo di caricamento è così limitato che non rappresenta un problema.
Il bilanciamento al momento è piuttosto discutibile: un headshot con una freccia tirata al massimo della tensione tirata costituisce quasi sempre un’uccisione istantanea, trasformando l’arco in un fucile da cecchino sovrapotenziato: i colpi caricati al massimo, difatti, volano dritti senza compiere una parabola e, a differenza del fucile da cecchino, non è necessario cambiare caricatore e la quantità di colpi a disposizione è molto più numerosa.

La seconda grossa novità in termini di gameplay è la revisione degli slot delle armi: fucili a pompa e fucili da cecchino non sono infatti più limitati alle armi pesanti, ma possono anche essere impostate come cinetiche o energetiche (a seconda del tipo di danno). Non è chiaro se ciò si applichi anche ad armi come lanciagranate e lanciarazzi, ma al momento tutto lascia intendere che sarà così.
Abbiamo sentimenti confusi a riguardo: in multiplayer i danni causati da un fucile a pompa sono esattamente gli stessi che ci si aspetta dalla medesima arma impostata come pesante. Il massimo numero di munizioni è comunque limitato, ma è chiaro che la facilità con cui si possono trovare munizioni energetiche e cinetiche rende l’uso continuo di queste armi assolutamente possibile.
Durante la prova abbiamo espresso tali perplessità agli sviluppatori che, dal canto loro, hanno dichiarato che al momento tutto è in fase di revisione e test continuo, ed è molto probabile che gestione delle munizioni, danni delle armi e funzionamento dell’arco saranno molto diverse dallo stato attuale una volta rilasciata la nuova espansione. Ciò si applica anche al livello massimo di Potenza, attualmente fissato a 600 ma che non necessariamente rimarrà così.

Parliamo di Gambit: la promessa di Bungie è fornire una nuova modalità assolutamente inedita nella serie che combini PVP e PVE per la felicità di entrambi i tipi di giocatori e, secondo noi, ci sono riusciti. In Gambit, due squadre da quattro vengono lanciate in due arene parallele nella quale vengono continuamente dispiegati nemici Cabal, Caduti o Alveare progressivamente più forti. Ognuno di essi, una volta ucciso, rilascia uno o più Pegni cumulabili (fino ad un massimo di 15 per giocatore) che hanno un duplice scopo: accumulare punti e rallentare la squadra avversaria.
In sostanza, i Pegni devono essere raccolti e depositati dentro un obelisco al centro della mappa fino al raggiungimento di 75 totali. In base al numero di pegni depositati simultaneamente da un giocatore, l’obelisco della squadra avversaria verrà invaso da un numero più o meno elevato di Corrotti che renderanno impossibile depositare pegni finché non saranno uccisi. Attenzione però, perché se si viene uccisi, tutti i pegni in possesso saranno persi. A rendere ancora più rischioso l’accumulo di pegni ci pensa un indicatore del numero di Pegni in possesso, che più si avvicina a 15, più spingerà i nemici a prendere di mira il giocatore. Questo interessa anche la squadra avversaria, poiché ogni 25 Pegni depositati si apre un portale che permetterà ad un giocatore di invadere l’arena avversaria per 30 secondi senza essere individuabile dai loro radar – da qui l’elemento PVP del gioco.

La partita non finisce arrivando a depositare 75 Pegni, poiché ciò scatena l’evocazione di un Primeval (un boss caduto) nella propria Arena. La squadra più veloce a sconfiggerlo vince, ma non è un compito semplice poiché nel frattempo i nemici regolari continueranno ad apparire e il portale inizierà ad aprirsi più di frequente. Non solo: ogni volta che un invasore uccide un giocatore, il Primeval dell’arena invasa viene curato.
Come avrete capito, Gambit è senza dubbio la modalità di gioco multiplayer più complessa mai vista in Destiny, ma che allo stesso tempo consente ai giocatori abituati al PVE di competere ad armi pari con giocatori più abili, i quali, dal canto loro, potranno prevalere se in grado di coordinarsi con il resto della squadra.

Finisce qui la nostra prova dell’E3 2018: appuntamento con Destiny 2: I Rinnegati al 4 settembre – noi non vediamo l’ora!

L’articolo E3 2018: Destiny 2: I Rinnegati – Provato proviene da GameSource.

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