Newsletter
Video News
Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someone

Durante l’E3 2018 abbiamo potuto provare in anteprima una missione di The Division 2, prossimo titolo Ubisoft in uscita il 15 marzo 2019 e seguito del primo e controverso capitolo dedicato agli agenti della Divisione.

The Division 2

Sette mesi dopo

La storia di The Division 2 inizia sette mesi dopo le vicende raccontate in The Division, questa volta però lasciando alle spalle l’ambientazione Newyorkese e mostrando invece la città di Washington. Sebbene la New York innevata del primo capitolo fu molto suggestiva, bisogna sottolineare come Washington sotto l’effetto della nuova versione del motore Snowdrop sia davvero incredibile: a partire dalla vegetazione, passando per la quantità di esplosioni arrivando infine alla qualità delle location interne, tutto sembra vivo e migliorato. Al di là dell’ambientazione, però, il gameplay e il gunplay rimangono i medesimi del primo capitolo proprio perché Ubisoft ha voluto comunque dare un senso di continuità col capitolo precedente. Insomma interfaccia, comandi, gestione delle coperture e telecamera rimangono invariati; dove invece il gioco modifica le sue dinamiche è nella presenza di un’arma unica per ogni giocatore, legata alla classe scelta. In The Division 2 saranno infatti presenti delle classi che indirizzeranno sia le armi da utilizzare sia l’approccio da intraprendere: così il Cecchino darà supporto dalla distanza, il Demolitore potrà disperdere grossi quantitativi di nemici e il Sopravvissuto potrà invece gestire al meglio gli scontri ravvicinati. Nella nostra breve prova non abbiamo potuto vedere le statistiche o i profili degli Specialisti, ma provandoli abbiamo toccato con mano la loro influenza sulle azioni in battaglia. I nemici ora saranno preparati e tra le loro fila avranno tipologie di soldati che vi metteranno in seria difficoltà. È chiaro dunque che una squadra ben assortita ora più che mai gioca un ruolo fondamentale nella fruizione del titolo. Novità e sensazioni di già visto si miscelano in un connubio che resta comunque intrigante.

The Division 2

Il lupo perde il pelo…

Se quindi le modifiche principali sono state introdotte in ambito di classi, ambientazione e attività end-game (come spiegato dagli sviluppatori), ci ritroviamo in mano un gioco che ad oggi, è afflitto da alcuni problemi già presenti nel primo capitolo. Innanzitutto l’Intelligenza Artificiale: i nemici rimangono troppo aggirabili durante gli scontri, senza che oppongano resistenza. Oltre all’IA, anche la varietà dei nemici ci è sembrata piuttosto deludente. Rispetto al primo capitolo, infatti, questi sembrano essere identici e comportarsi nella stessa maniera, impedendo così diversi tipi di approcci; nella nostra prova, agendo come nel primo capitolo, abbiamo superato brillantemente la prova senza nessuna difficoltà. Siamo sicuri che i nemici di alto grado offriranno una sfida interessante, come visto nel trailer, ma ciò non basterà se non sarà supportato da un sistema di gregari adeguatamente stratificato e variegato. La nostra prova non ci ha permesso di vedere o comprendere meglio la gestione narrativa delle missioni, che dovrà essere a questo punto un grosso pilastro dell’esperienza ludica di The Division 2. Una grande storia, di fatto, potrebbe sopperire alle mancanze sopra descritte.


The Division 2 è una diretta prosecuzione del precedente capitolo, non solo per quanto riguarda la storia ma anche per la maggior parte delle meccaniche di gioco. Gli Specialisti, nonostante vadano ad aumentare la profondità di gioco, necessitano di una prova prolungata e di un’analisi dei profili ad oggi impossibile da effettuare prima di poter esprimere un giudizio in merito al loro inserimento nel gameplay. Nonostante qualche problema legato all’intelligenza artificiale, comunque, il gioco sembra essere proiettato verso la direzione giusta.

L’articolo E3 2018: The Division 2 – Provato proviene da GameSource.

Flag Counter
Video Games