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AGI – La prestigiosa scuola di scienze politiche SciencesPo e il mondo intellettuale parigino sono travolti da uno scandalo di incesto, stupri e aggressioni sessuali, rivelato da un libro shock che punta il dito sul noto politologo francese Olivier Duhamel e denuncia una serie di silenzi complici. “La Familia grande” è il titolo del racconto biografico firmato dalla giurista 45enne Camille Kouchner, figlia dell’ex ministro degli Esteri francese Bernard Kouchner, uno dei pionieri della medicina umanitaria, e della docente universitaria di storia delle dottrine politiche Evelyne Pisier, deceduta nel 2017, che accusa suo patrigno Duhamel di incesto e di aver abusato per diversi anni del suo gemello quando erano 13enni, alla fine degli anni 80′.

Il libro, edito da Le Seuil, è uscito in libreria il 7 gennaio, ma sulla base di alcuni stralci pubblicati nei giorni precedenti sulla stampa d’Oltralpe, dopo 24 ore il procuratore di Parigi, Remy Heitz, ha deciso di aprire un’indagine per “stupri e aggressioni sessuali” a carico di Duhamel, che all’epoca dei fatti “aveva autorità su minore di meno di 15 anni”, ha sottolineato il comunicato della procura. Un procedimento aperto in passato per gli stessi fatti era stato archiviato nel 2011. “Le nuove investigazioni affidate alla Brigata per la protezione dei minori (BPM) della direzione regionale della polizia giudiziaria (DRPJ) faranno luce su questi fatti, per identificare ogni altra vittima potenziale e verificare l’eventuale prescrizione dell’azione pubblica” ha aggiunto il procuratore Heitz.

Avevo 14 anni e ho lasciato fare (). Avevo 14 anni, sapevo e non ho detto nulla”, ha scritto nel libro scandalo Camille Kouchner, docente universitaria di diritto, raccontando che le aggressioni sessuali subite dal fratello – Victor nella sua opera – sono andate avanti per anni e “molta gente era al corrente dei fatti”. Era stato lui stesso a raccontare alla sorella che di sera il patrigno andava a trovarlo in camera da letto, ma gli aveva anche chiesto di tenere il segreto per sé.

Al quotidiano L’Obs nei giorni scorsi Kouchner ha anche confidato i suoi dubbi nell’affidare alle pagine di un libro “che poteva sembrare osceno proprio per la notorietà della mia famiglia”, ma poi è stata convinta del fatto che “è proprio quello che andava fatto”, in un tentativo di riuscire a fare i conti con un passato così doloroso. La madre Evelyne Pisier aveva comunque sposato Duhamel in seconde nozze e quei terribili fatti erano stati raccontati tra il 2008 e il 2010 ad altri membri della famiglia e ad amici, rimasti in silenzio per evitare lo scoppio di uno scandalo, ha riferito Kouchner.

Dalla madre, alcoolista fino al decesso due anni fa, non ha mai avuto alcun tipo di sostegno, anzi lei stessa accusava i figli di “perversione” per voler far conoscere quei fatti di famiglia al mondo intero. “Di che cosa avete da lamentarvi? – diceva Pisier ai figli – Avete un lavoro, una carriera, una vostra famiglia”, proteggendo il marito ad ogni costo. L’uscita del libro ha provocato uno tsunami mediatico Oltralpe, a cominciare dalla decisione di Duhamel di rassegnare le dimissioni dalla Fondazione nazionale delle scienze politiche (FNSP) che finanzia la prestigiosa scuola SciencesPo, dalla quale escono i futuri dirigenti politici ed economici del Paese.

“Essendo oggetto di attacchi personali e desideroso di tutelare le istituzioni nelle quali lavoro, lascio i miei incarichi” ha scritto su Twitter il noto politologo, esperto di diritto costituzionale, che dirige anche un programma, ‘Mediapolis’, sulla radio Europe 1 e fa il cronista sull’emittente LCI, incarichi ai quali ha appena rinunciato. Anche l’attuale direttore di SciencesPo, Frederic Mion, è stato travolto indirettamente nello scandalo delle violenze sessuali su minore compiute 30 anni fa da Duhamel.

“E’ uno shock per la nostra istituzione”, ha dichiarato Mion, del quale diversi studenti chiedono le dimissioni per non essere intervenuto, benché informato nei fatti nel 2019, per allontanare il collega dalla FNSP. Duhamel insegnava a SciencesPo e godeva di tutta la stima professionale e dell’amicizia di Mion. Quello che i sindacati degli studenti non hanno gradito è stata “la reazione di stupore” mostrata dal direttore della prestigiosa scuola, che “ha fatto finta di non essere al corrente” della gravità delle accuse mosse a carico del politologo.

Salvo poi aver riferito al quotidiano Le Monde di essere stato allertato sull’entita’ di tali accuse nel 2019 da parte di Aure’lie Filippetti, ex ministro ed insegnante a SciencesPo, ma Mion le ha valutate come “voci” e non avrebbe reagito, “in assenza di prove tangibili, di elementi precisi”. Nella sua lettera-risposta agli studenti il direttore della scuola apre al dialogo, negando però di aver contribuito all’edificazione del silenzio, ribadendo il suo “sostegno individuale alle vittime e alle lotte contro le violenze sessuali e sessiste” all’interno di SciencesPo.

Dito puntato anche sull’ex ministro della Giustizia Elisabeth Guigou, presidente della nuova commissione sull’incesto, che nega di essere stata messa al corrente dei fatti che riguardavano il suo amico Duhamel. “Senza saperlo abbiamo tutti a che fare con delle vittime e degli aggressori. Non faccio eccezione alla regola” ha detto l’ex guardasigilli socialista. “Il silenzio di questa famiglia che conosco è durato anni e ci mostra quanto bisogna essere coraggioso affincheé questo tabù possa essere rimosso” ha detto a L’Obs Guigou.

Il libro di Camille Kouchner non risparmia neanche il padre, assente durante la sua infanzia, e la seconda moglie, la nota presentatrice tv Christine Ockrent, che non li hanno sostenuti nella battaglia contro il patrigno, neanche quando hanno saputo dell’incesto. Duhamel, affiliato al Partito socialista, deputato europeo dal 1997 al 2004, molto amico dell’ex presidente Francois Hollande, è sempre stato sulla scena del potere, sia come docente universitario, che come autore di manuali scolastici utilizzati da migliaia di studenti di diritto costituzionale, come influente commentatore politico e presidente di Le Siecle, club prestigioso e molto maschile dell’elite francese. (AGI)

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