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AGI – Precisa, puntuale nelle domande, ostinata nel cercare di ottenere risposte, Savannah Guthrie, la moderatrice – ma forse sarebbe più corretto usare il termine ‘indagatrice’ – del town hall di Nbc con il presidente Donald Trump, è stata l’intervistatrice più dura finora affrontata dal capo della Casa Bianca nella sua campagna per la rielezione.

Fasciata in un tailleur rosa shocking, la presentatrice del programma Today dell’emittente è stata implacabile, un atteggiamento che le è valso la condanna da parte della campagna del presidente, che l’ha attaccata per aver “dibattuto” con lui ed essere stata “il surrogato di Biden”.  

“Sapevo che lo avresti fatto…lo fai sempre”, l’ha accusata lo stesso Trump, protestando per il trattamento ‘morbido’ ricevuto dal candidato Democratico in un evento simile tenutosi il 5 ottobre: allora il moderatore Lester Holt “faceva domande come se Biden fosse un bambino”. 

Nata in Australia, la Guthrie lavora da 13 anni per la Nbc: ex avvocato, ha iniziato come analista legale e cronista di giudiziaria, prima di passare a coprire la Casa Bianca dopo aver seguito la campagna elettorale di Sarah Palin nel 2008.     Dopo qualche anno è passata alla conduzione del popolare programma del mattino, prima con Matt Lauer e poi Hoda Kotb.

E’ sposata e ha due figli con Michael Feldman, ex consigliere politico dei Democratici, capo dello staff di Al Gore durante la campagna elettorale nel 2000.     

La sua performance è stata accolta da feroci critiche e profonde lodi: da Fox News la commentatrice Lisa Boothe l’ha definita “di parte” e si è chiesta se “mai qualcuno dei media abbia sfidato Biden come lei ha fatto con Trump”, mentre il giornalista Jon Favreau ha proposto “un town hall con Trump moderato da Savannah Guthrie ogni sera da adesso fino al giorno del voto”.

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