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Pressato dalla piazza, il governo Macron fa parziale marcia indietro sulla riforma pensioni per cercare il dialogo: ha deciso di “ritirare provvisoriamente” dal progetto di legge, da mesi nel mirino dei manifestanti, la misura più contestata, quella che prevedeva di elevare l’età minima per andare in pensione, da 62 a 64 anni. Ma la mano tesa del governo è stata bene accolta solo dalla Cfdt, la sigla sindacale moderata; la seconda sigla del Paese, la Cgt, ha parlato di “fumo negli occhi” e chiesto il ritiro totale della proposta. Sabato ancora migliaia di persone erano scese in piazza e ci sono stati scontri, a margine delle proteste, e il lancio di lacrimogeni.

Il premier, Edouard Philippe, ha condizionato il ritiro definitivo della misura all’intesa da trovare con sindacati e datori di lavoro, in un incontro già programmato, sull’equilibrio e il finanziamento delle pensioni. Altrimenti, ha detto, il governo prenderà per decreto le misure necessarie per raggiungere l’equilibrio “entro il 2027”. La riforma del sistema pensionistico è una delle più ambiziose promesse elettorali del presidente Emmanuel Macron. Ma anche sabato decine di migliaia di persone hanno protestato in tutta la Francia, per la quinta volta in poco più di un mese.

Scontata la ‘guerra’ sui numeri dei partecipanti. Per il governo vi hanno partecipato 149.000 persone, di cui 21.000 a Parigi. Per i rappresentanti dei lavoratori, invece, nella sola capitale hanno sfilato 150.000 persone. E manifestazioni ci sono state in tutta la Francia, Marsiglia, Tolosa, Lione, Nantes. “Siamo ancora qui”, “Macron si dimetta”, scandivano i manifestanti.

Il sindacato più moderato, Cfdt, che si è categoricamente opposto alla misura di ritardare l’età pensionabile per riscuotere il 100% della pensione, ha applaudito l’annuncio del governo che, ha detto, “indica la volontà del governo di scendere a compromessi”. Ma il resto dei sindacati (trasportatori, professori, avvocati e medici) chiedono il ritiro totale del progetto, che prevede la fusione dei 42 regimi pensionistici attuali, organizzati per professioni, e l’istituzione di un nuovo sistema di calcolo, unico e per punti.

L’annuncio del governo dunque non comporterà necessariamente la fine dello sciopero nei trasporti, che ha paralizzato il Paese per 38 giorni, o nelle scuole o nei tribunali. Macron venerdì ha parlato per difendere il suo progetto, che ritiene necessario di fronte all’aspettativa di vita in aumento. “Come si fa, quando ci sono sempre meno risorse, a finanziare (le pensioni di) persone che vivono sempre più a lungo?””O versiamo di più o accettiamo di lavorare di più. Ci sono malumori e li ascolto. Ma deve essere trovato un buon compromesso”. Nelle ultime settimane il governo ha già fatto una serie di concessioni a polizia e a personale militare, ma anche a piloti e controllori del traffico aereo, consentendo loro di continuare ad andare in pensione in anticipo. 

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