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È dal 2016 che flirta con la corsa alla Casa Bianca: ora il miliardario ex sindaco di New York Michael Bloomberg potrebbe rompere gli indugi, perché non vede in campo candidati dem in grado di battere Donald Trump alle presidenziali del 2020. Intanto, per lasciarsi la porta aperta, il magnate 77enne ha presentato la candidatura in Alabama e in Michigan. L’Alabama designerà il suo candidato democratico al Super Tuesday del prossimo tre marzo.

“Se Mike decidesse di correre, offrirebbe una diversa possibilità di scelta ai democratici fondata su conseguimenti unici: dalla guida della più grande città d’America alla creazione di un business dal nulla, fino alle sfide tra le più impegnative in America in qualità di filantropo di alto profilo”, ha dichiarato qualche giorno fa in una nota il collaboratore di Bloomberg, Howard Wolfson. “Sulla base dei risultati ottenuti, con la sua leadership e con la sua capacità di unire la gente per guidare il cambiamento, Mike sarebbe in grado sfidare Trump e vincere”, ha assicurato Wolfson.

Tra i fattori che avrebbero fatto cambiare idea a Bloomberg, che lo scorso marzo aveva escluso di candidarsi, il crollo di popolarità di Joe Biden e il successo dei democratici in Virginia all’Election Day del 2019, anche grazie al suo contributo nel fare lobby per una stretta sulle armi.

Il primo cittadino della Grande Mela dal 2001 al 2013 è uno degli uomini più ricchi degli Stati Uniti. Eletto sindaco con il partito repubblicano, lo ha poi abbandonato diventando indipendente fino al 2018 quando si è iscritto al partito democratico. È percepito come un centrista da Wall Street che considera Elizabeth Warren e Bernie Sanders due democratici troppo liberal per guidare il Paese. Ma su armi, ambiente, immigrazione e diritti civili, l’ex sindaco ha un cuore progressista. Durante la convention democratica del 2016, Bloomberg definì Trump “un pericoloso demagogo” rivendicando di aver anche lui costruito un impero ma da nulla e “non con il primo milione regalo di papà”.

“Se stai cercando piani politici molto popolari che possano fare un’enorme differenza per le famiglie dei lavoratori, inizia da qui”, ha twittato Warren dando il “benvenuto” a Bloomberg e postando il suo “calcolatore per miliardari” che consente agli elettori di verificare quanto pagherebbero di tasse i ‘paperoni’ se lei venisse eletta presidente. Il piano di Warren prevede una tassa del 2% sui patrimoni netti tra 50 milioni e un miliardo e del 3% su quelli oltre il miliardo. Bloomberg, che ha dichiarato una ricchezza di 52 miliardi di dollari, è uno degli esempi citati da Warren nel suo calcolatore che stima per lui tasse per 3,078 miliardi di dollari il prossimo anno se la senatrice venisse eletta.

Welcome to the race, @MikeBloomberg! If you’re looking for policy plans that will make a huge difference for working people and which are very popular, start here: https://t.co/6UMSAf90NT

— Elizabeth Warren (@ewarren)
November 7, 2019

“Sempre più miliardari che cercano piu’ potere politico sicuramente non rappresentano il cambiamento che serve all’America. La classe dei miliardari è spaventa e deve esserlo”, è stato il commento di Sanders mentre Biden per ora tace.

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