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La filiale giapponese della Microsoft ha appena scoperto i vantaggi della settimana breve. È stato agosto il mese di prova in cui ai 2300 dipendenti della multinazionale sono stati concessi i venerdì liberi, ora l’azienda ha reso noti i risultati e sono a dir poco stupefacenti.  

“Stessi risultati in meno tempo”

La produttività è aumentata del 40%, le pause durante il lavoro diminuite del 25%, così come il consumo di elettricità, sceso del 23%, e sempre per quanto riguarda l’aspetto dell’impatto ambientale, le stampanti degli uffici hanno sputato fuori il 59% di carta in meno. Il tutto lavorando il 20% in meno del tempo, andando incontro ad un gradimento dell’iniziativa da parte del 92% dei dipendenti.

“Lavora per poco tempo, riposa bene e impara molto”, ha dichiarato Takuya Hirano, presidente e CEO di Microsoft Japan, in una nota al sito ufficiale, “Voglio che i dipendenti pensino e sperimentino come possono ottenere gli stessi risultati con il 20% in meno di orario di lavoro”.

I ‘pionieri’ della settimana corta

Ma i giapponesi non sono i primi ad aver voluto provare questa nuova soluzione per permettere ai lavoratori una vita più equilibrata tra casa e ufficio, non sono i primi, insomma, a scommettere di fatto sulla felicità dei propri dipendenti. A ottobre del 2018 la neozelandese Perpetual Guardian ha testato la settimana cortissima riscontrando aumento della produttività e un significativo calo dei livelli di stress del personale; lo scorso febbraio la scelta è diventata definitiva. Il cosiddetto “Work-Life-Balance”, entrato ufficialmente in vigore tempo fa, contribuisce a rendere la Danimarca uno dei paesi più felici del mondo.

Realtà che erano già state ampiamente anticipate dagli studi, come quello condotto dall’importante società di consulenza sulle risorse umane Robert Half, che rivelava già diverso tempo fa come il 66% dei lavoratori fosse sicuro di poter rendere di più andando meno a lavoro.

Un sondaggio del 2018 portato avanti dall’Istituto Workforce su 3.000 dipendenti ha rivelato che oltre la metà era convinto di poter svolgere il proprio lavoro in cinque ore anziché otto. E, come se non bastasse, l’Harvard Business Review ha pubblicato i dati relativi ad un esperimento che dimostrava che già anche solo la diminuzione della giornata lavorativa da otto a sei ore aumentava sensibilmente la produttività di un’azienda.

Una filosofia insomma vincente, ed è questo l’obiettivo svelato da un rappresentante Microsoft: “Nello spirito di una mentalità di crescita, siamo sempre alla ricerca di nuovi modi per innovare e sfruttare la nostra tecnologia per migliorare l’esperienza dei nostri dipendenti in tutto il mondo”.

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