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Nuova grana per la Boeing dopo il software alla base di due disastri aerei che hanno coinvolto il modello 737 Max. Un ex ingegnere ha denunciato un difetto sui 787 Dreamliner che potrebbe addirittura provocare mancanza di ossigeno ai passeggeri se in cabina si verificasse un’improvvisa depressurizzazione. L'”aereo dei sogni”, in servizio dal 2011 su tratte per lo più di lungo raggio, ha già dato diversi problemi tecnici, ma ora arriva un nuovo campanello d’allarme da John Barnett che per 30 anni ha lavorato nel controllo qualità dell’azienda fino a quando, nel marzo 2017, non è andato in pensione.

Secondo l’ingegnere, citato dalla Bbc, i test hanno dimostrato che un quarto dei sistemi di ossigeno del 787 potrebbero essere difettosi e non lavorare se ce ne fosse necessità. Non solo, ma questi sistemi difettosi sarebbero ancora montati sui velivoli in produzione in un impianto della Boeing. Il colosso aeronautico, da parte sua, ha respinto le accuse e ha ribadito che la qualità della sua produzione è altissima.

​Barnett dal 2010 ha lavorato nella fabbrica di North Charleston, in Carolina del Sud, uno dei due impianti coinvolti nella costruzione del 787 Dreamliner, un prototipo avveniristico che rappresenta una preziosa fonte di profitti per l’azienda. Ma secondo l’ingegnere, la fretta di immettere il velivolo sul mercato ha messo a rischio la sua sicurezza. 

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