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Non è Xavier Dupont de Ligonnés l’uomo arrestato all’aeroporto di Glasgow venerdì sera con l’accusa di aver ucciso la moglie e 4 figli. Lo riferiscono fonti citate da Le Figaro, dopo i dubbi sull’identità dell’uomo, che avevano indotto anche gli investigatori alla prudenza. Dupont, aristocratico uomo d’affari 58enne, noto come il mostro di Nantes, è ancora ricercato per aver sterminato la propria famiglia e e di aver seppellito le vittime nel giardino della loro elegante casa.

La polizia scozzese aveva fermato all’aeroporto di Glasgow un sospetto proveniente da Parigi, convinta che avesse trascorso parte della latitanza in Gran Bretagna. Ma il suo Dna non corrisponde con quello di Dupont.

L’ipotesi più accreditata è che Dupont si sia tolto la vita dopo aver ucciso Agnès Dupont de Ligonnès, 48 anni e i figli Arthur, 21 anni; Thomas, 18; Anne, 16 e Benoît, appena tredicenne. I corpi dei 5 furono trovati fatti a pezzi e l’autopsia stabilì che erano stati uccisi con una pistola da tiro calibro 22 due settimane prima che ne venisse denunciata la scomparsa.

A far pensare a un piano ben studiato erano stati il fatto che l’uomo avesse comprato da tempo i sacchi di juta in cui poi avrebbe nascosto i corpi e la calce con cui li avrebbe coperti prima di seppellirli, ma anche al fatto che avesse parlato co il proprio datore di lavoro e con la scuola dei figli di un prossimo trasferimento in Australia di tutta la famiglia. Quando la polizia aveva fatto irruzione nell’elegante abitazione, di cui Dupont aveva disdetto l’affitto, aveva trovato armadi e cassetti vuoti.

Le ultime ‘apparizioni’ di Xavier Dupont de Ligonnes vengono fatte risalire al 14 e al 15 aprile 2011, una decina di giorni dopo la data presunta della strage, e furono immortalate dalle telecamere di un distributore di biglietti e da quella di un albergo. Poi più nulla. Due anni fa una segnalazione secondo cui era stato visto a Messa vestito da monaco poco lontano dal luogo dell’ultimo avvistamento, si era rivelata infondata.

 

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