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Notizia in aggiornamento.

Due petroliere sono in fiamme nell’area del Golfo, al largo dell’Oman, dopo essere state nel mirino di attacchi. Lo riportano Reuters e l’iraniana Press tv, citando fonti ben informate sugli incidenti. Le petroliere sono la Altair, battente bandiera delle Isole Marshall, e la Kokuka, batente bandiera di Panama. Gli equipaggi sono stati evacuati. Fonti locali hann riferito alla tv iraniana Al-Alam che sono state udite forti esplosioni provenienti dall’area. 

La Quinta flotta degli Stati Uniti, basata nel Bahrein, ha affermato di aver ricevuto una richiesta di aiuto da due petroliere “attaccate” nel golfo dell’Oman. Lo riferisce un comunicato della marina militare americana, indicando che si è trattato di “due allarmi distinti, uno alle 6.12 del mattino e un altro alle 7 del mattino (ora locale)”. “Le navi americane – prosegue il comunicato – sono sul posto e forniscono assistenza”.

Secondo il giornale specializzato Tradewinds, una terza petroliera, la norvegese Frontline, è stata colpita da un siluro al largo di Fujairah, porto negli Emirati arabi. La notizia non ha trovato finora una conferma ufficiale.

La marina di Teheran ha soccorso 44 membri degli equipaggi delle due petroliere in fiamme nel Golfo dell’Oman. Lo roferiscono i media iraniani. 

Un marinaio è rimasto leggermente ferito nel Golfo dell’Oman, dove due petroliere sono andate in fiamme in sequito ad “attacchi”. Il marinaio si trovava sulla petroliera Kokuka, della Barhard Schulte Management, che in una nota ha confermato un danno allo scafo. La Kokuka “non corre pericolo di affondamento”, e il carico di metanolo è in salvo. I 21 membri dell’equipaggio sono stati trasferiti sulla Coastal Ace, nelle vicinanze. 

Da una delle navi, come riporta Bloomberg, erano partiti segnali di richiesta di aiuto. Si tratta della petroliera Altair aveva che caricato petrolio a Abu Dhabi prima di prendere il largo. Nell’area la tensione è alta, dopo che lo scorso mese erano state sabotate due petroliere saudite, e ciò aveva spinto sia Riad sia Washington a accusare l’Iran del gesto.

Intanto si è registrato un balzo delle quotazioni del petrolio. Il Wti sale di 1,29 dollari a 52,43 dollari al barile, mentre il Brent avanza di 1,68 dollari a 61,65 dollari al barile.

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