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Il 12 luglio la Corte federale tedesca ha stabilito che i genitori di una teenager, morta nel 2012, hanno il diritto di accedere al suo profilo Facebook e ai suoi messaggi privati. La sentenza arriva dopo l’opposizione da parte del social network, il quale ha dichiarato di voler tutelare la privacy della ragazza e dei suoi contatti. Ma la famiglia della giovane, che ha perso la vita dopo essere stata investita da un treno, vuole capire se la ragazza si sia suicidata. Circostanza nella quale il conducente del treno avrebbe diritto a una compensazione, secondo quanto previsto dalle norme tedesche.

Come lettere, libri e diari, anche il profilo Facebook può essere ereditato. È sulla base di questa equivalenza che la Suprema Corte tedesca ha disposto l’accesso dei familiari della ragazza al suo profilo Facebook, come riportato dalla Bbc. Nel corso del dibattimento il social network aveva opposto il diritto alla riservatezza dei contatti della ragazza, i quali verrebbero esposti nel caso in cui venisse ripristinato l’accesso all’account.

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In una dichiarazione Facebook ha commentato a Reuters: “Queste domande – come pesare il volere dei parenti e proteggere la privacy di terzi – sono tra le più difficili che abbiamo affrontato. Siamo solidali con la famiglia. Allo stesso tempo, gli account di Facebook sono utilizzati per scambi personali tra individui che abbiamo il dovere di proteggere. Mentre noi siamo rispettosamente in disaccordo con la decisione odierna del tribunale, il lungo processo mostra quanto sia complessa la questione in discussione. Analizzeremo il giudizio per valutarne tutte le implicazioni”.

Secondo le regole attualmente vigenti sul social network, in caso di morte di un utente, Facebook consente ai familiari di accedere al profilo esclusivamente per trasformarlo in un account commemorativo o per cancellarlo. Ma nella battaglia legale tra l’azienda e i parenti della ragazza, che all’epoca della morte aveva quindici anni, ha prevalso il diritto dei genitori di sapere con chi la figlia minorenne abbia comunicato.

Nel 2015, in primo grado, un tribunale tedesco aveva dichiarato applicabile il diritto di successione vigente per i beni personali del deceduto. Sentenza ribaltata poi nel 2017 in appello a favore di Facebook. La decisione della Suprema corte tedesca segna quindi un importante precedente per la Germania, dove la normativa sulla privacy è particolarmente severa sulla scorta del passato totalitario del Paese. Un portavoce del tribunale ha dichiarato che “Il verdetto di oggi deve riguardare anche gli account su altri social media e non solo Facebook e Instagram. Quindi è una sentenza della più ampia applicazione”.

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