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Anche barzellette sporche e riflessioni sul sesso: a pagina 78 e 79 del suo diario Anna Frank aveva messo nero su bianco la sua parte più intima. Ma se ne era vergognata quasi subito e così, per paura che qualcuno potesse leggere quei passaggi, li aveva coperti con del nastro adesivo marrone. Da allora quelle due pagine dell’ormai celebre diario a quadri rosso e bianco sono rimaste segrete, fino a oggi quando gli esperti sono riusciti a leggere il contenuto nascosto grazie alle nuove tecnologie digitali.

L’annuncio della scoperta arriva direttamente dalla Anne Frank House che spiega come sulle due facciate ci siano cinque righe cancellate, quattro barzellette che lei stessa definisce “sporche” e 33 righe su argomenti che hanno a che fare col sesso, con la prostituzione e la contraccezione.

“A volte immagino che qualcuno mi chiede di spiegargli come funziona il sesso. Cosa direi?”, si chiedeva la ragazzina ebrea che per oltre due anni visse nascosta insieme alla famiglia in una mansarda di una casa di Amsterdam per sfuggire alle persecuzioni naziste. Nel diario, spiega il New York Times, la tredicenne aveva provato a rispondere parlando di “movimenti ritmici” e di “dispositivi medici interni” col riferimento alla contraccezione. Aveva anche parlato di ciclo mestruale: “Sono il segnale che una ragazza è pronta a fare sesso con un uomo, ma non prima del matrimonio, Dopo, sì”. E poi di prostituzione: “Se un uomo è normale va con le donne. Per strada ci sono donne che parlano con loro e poi se ne vanno insieme. A Parigi, ci sono case molto grandi per questo. Papà ci è stato. Ci sono ragazze che vendono questa relazione”. Infine si era concessa qualche barzelletta sporca, come l’aveva definita lei stessa. “Sai perché ci sono ragazze delle Forze armate tedesche nei Paesi Bassi? Per fare da materasso ai soldati”, aveva scherzato.

“Importante rendere noto ciò che lei volle nascondere”

Ma perché rendere noto qualcosa che l’autrice aveva volute tenere nascosto? Per Peter de Bruijn, ricercatore senior dell’Istituto Huygens per la storia dei Paesi Bassi, uno dei partner dello studio, quelle pagine non sono tanto importanti per il loro contenuto – riflessioni sul sesso appaiono anche in altri punti del diario anche se non così esplicite – ma per la loro valenza storica e letteraria. Inoltre, quei passaggi – osservano gli studiosi – dimostrano che al di là della sensibilità, Anna Frank era proprio come le sue coetanee: un’adolescente alle prime armi, interessata alla sessualità e incuriosita dai cambiamenti del corpo.

Come hanno fatto a decifrare il testo

Per decifrare il testo, i ricercatori del Museo di Anna Frank, dell’Istituto per la guerra, l’Olocausto e gli studi sul genocidio e dell’Istituto Huygens per la storia dei Paesi Bassi, hanno fotografato le pagine, le hanno retroilluminate con un flash, e poi hanno utilizzato un software di elaborazione delle immagini per decifrare le parole.

Un best seller tradotto in 67 lingue

Anna Frank iniziò a scrivere il suo quaderno nel 1942, non appena la famiglia Frank si rifugiò in clandestinità sopra l’ufficio del papà di Anna, Otto. In quelle pagine la tredicenne ha saputo registrare con un talento innato fatti ed emozioni di uno dei periodi più bui della storia d’Europa. Anna Frank riuscì a nascondersi fino al 4 agosto del 1944 quando fu catturata insieme al padre, alla madre, Edith, e a sua sorella, Margot. Anna, che aveva solo 14 anni, fu imprigionata nel campo di concentramento di Auschwitz e poi in quello di Bergen-Belsen dove morì l’anno dopo di tifo. L’unico a sopravvivere all’olocausto fu Otto che una volta tornato ad Amsterdam e scoperto il diario della figlia pubblicare in tedesco nel 1947, e poi nella traduzione inglese nel 1952, con il titolo “The Diary of a Young Girl”. L’opera è diventata un best seller, tradotta in 67 lingue e letto da generazioni e generazioni di ragazzi.

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