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(AGI) – Washington, 23 giu. – Da primo presidente afromaericano della storia americana Barack Obama ha violato, a fin di bene, quello che e’ considerato il tabu’ assoluto negli Stati Uniti: usare la parola “negro” (nigger) in pubblico, tanto che sui media non e’ mai citata per intero ma come “the ‘N-word'” (la parola che inizia per ‘n’). Il presidente lo ha fatto in un intervento radio per scuotere le coscienze degli americani in cui e’ tornato sulla strage razzista di Charleston in South Carolina dove il 21enne suprematista bianco Dylan Roof, ha ucciso 9 neri. “Non abbiamo eliminato il razzismo. E non stiamo parlando solo di essere educati e di non usare in pubblico la parola negro. Questa non e’ il segnale che il razzismo esiste ancora o no. Non e’ solo una questione di palese discriminazione. Le societa’ non cancellano nel corso di una notte tutto quello che e’ successo nei 200/300 anni precedenti”. Obama riconosce che ci sono stati progressi negli ultimi decenni, ma ha aggiunto che “l’eredita’ dello schiavismo, le leggi Jim Crow, (emanate tra il 1890 ed il 1965 e che regolavano nella vita di tutti i giorni la netta separazione tra bianchi e neri, ndr), le discriminazioni” esistono nelle istituzioni e lasciano “una lunga ombra che e’ ancora parte del nostro Dna”. La Casa Bianca si e’ affettata a chiarire che questa non sarebbe la prima volta che il presidente ha usato la “N-word” – anche alla presidenza rispettano le convenzioni – anche se si riferiscono solo al libro scritto da Obama. “Dreams of my father”. In realta’ e’ la prima volta che Obama usa la parola “negro” in pubblico, proprio per scuotere la societa’ americana. (AGI) .

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