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di Luisa Berti

Roma – Il blog 'Mosul Eye' da oltre due anni racconta al mondo come è vivere sotto il dominio dell'Isis. L'autore, di cui non si conosce l'identità e che si definisce uno 'storico indipendente',  ha documentato dall'estate 2014 ogni aspetto della vita a Mosul, compresa la guerra che si sta combattendo per liberarla dal Califfato.  

 

Sfollati a Mosul, una bomba a orologeria

Per fare conoscere tutte le vicende della città il blogger più volte è stato minacciato di morte e ha rischiato di essere catturato dallo Stato Islamico, ma ogni giorno ha continuato a raccontare le sue storie. Scrivendo della scarsità di cibo, delle continue interruzioni della corrente elettrica, degli incendi nelle biblioteche e nei luoghi storici, delle nuove regole imposte dai miliziani e delle punizioni per chi le infrange. Senza dimenticare le esecuzioni pubbliche e dei civili usati come scudi umani nella lotta contro le forze irachene. Da qualche mese 'Mosul Eye' ha anche un profilo Facebook e Twitter

 

 

I POST, LA GUERRA E LO STRADIVARI
In molte pubblicazioni di 'Mosul Eye' c'è una mera descrizione dei fatti, ma da quando è iniziata la sanguinosa battaglia per la liberazione della città i post sono diventati più malinconici.

2 NOVEMBRE "Tranquillità e calma ci sono ancora a Mosul. Stasera non voglio scrivere di paura. Scriverò dei miei sogni che potrebbero anche non realizzarsi, ma rimarrano dei sogni e delle fantasie e io sono convinto che le più grandi invenzioni sono nate proprio dall'immaginazione". Poi il racconto del sottofondo musicale: il violinista Itzhak Perlman che suona il suo Stradivari. La musica è vietata dall'Isis ma "mi tiene in vita" – si sfoga – mi sono sempre chiesto come un essere umano sia capace di creare una tale bellezza dalle rovine".

1 NOVEMBRE"Forse stasera è una serata decisiva per tutto – scrive il blogger – forse tutto ciò che arriverà dopo stasera sarà bello e buono, o forse no. Ci libereremo dell'Isis senza dubbio. Tuttavia ci vorranno degli anni per sanare la ferita lasciata dallo Stato Islamico".

Il bastione sunnita pieno di ex militari di Saddam

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