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(AGI) – Londra, 10 giu. – Gli scimpanze’ selvaggi non disdegnano l’alcool, tutt’altro: sono stati infatti filmati da alcuni ricercatori mentre bevono il succo fermentato – e quindi alcolico – di palme della foresta della Guinea, in Africa, arrivando persino a mostrare “segni di ubriachezza”. Lo studio, condotto dal professor Kimberley Hockings della Oxford Brookes University, in collaborazione con il Centre for Research in Anthropology del Portogallo, si e’ basato su oltre 17 anni di osservazione degli scimpanze’ dell’area di Bossou, dove anche la popolazione locale raccoglie i succhi delle palme per produrre il cosiddetto “vino di palma”. Studiando attentamente i filmati, si e’ visto come i primati si arrampichino sugli alberi, andando a cercare un succo che ha un contenuto alcolico di circa il 3%: poi masticano le foglie fino a ridurle in poltiglia e, usandole come se fossero spugna, le inzuppano nella linfa fermentata della palma. Nel 2008, uno scimpanze’ fini’ sulle prime pagine dei giornali di mezzo mondo perche’ era capace di utilizzare un bastone come uno strumento per catturare le formiche. Adesso emerge la passione delle scimmie per l’alcool. In realta’ il caso di animali che bevono non e’ eccezionale: in Svezia si sa che le alci si ubriacano con le mele fermentate, i primati dell’isola caraibica di St.-Kittis sono stati visti intrufolarsi tra i vacanzieri per sorseggiare i loro cocktail. Ma gli scimpanze’ di Bossou sono i primi a fornire indicazioni sulla quantita’ di alcool che sono in grado di smaltire e sulle modalita’ dell’abitudine. A volte e’ un singolo scimpanze’ che sale in cima all’albero; a volte, le sbornie sono collettive e gli scimpanze’, a turno, inzuppano la spugna nel liquido fermentato; altre volte e’ un singolo che monopolizza il contenitore, mentre gli altri attendono pazientemente il loro turno. La ricerca, pubblicata sul magazine Royal Society Open Science, ha sottolineato come gli scimpanze’ arrivino a bere l’equivalente quotidiano di una bottiglia di vino. “Gli scimpanze’ piu’ volte hanno mostrato segni di ubriacatura, per esempio si addormentano oppure sono agitati”, si legge nello studio. “In un caso, un maschio sembrava non darsi pace e vagava da un albero all’altro in un modo compulsivo”. Non solo: la ricerca conferma anche la cosiddetta teoria della ‘scimmia ubriaca’, ovvero che l’antenato comune a scimmia e uomo aveva la capacita’ genetica di metabolizzare l’alcool: una capacita’ che gli permetteva di mangiare la frutta fermentata caduta sul terreno delle foreste e dunque immagazzinare una preziosa fonte supplementare di calorie e vitamine. (AGI) .

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