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(AGI) – Roma, 25 mag. – Momenti di panico e di tensione oggi a Tunisi, scossa da una strage proprio a pochi passi dal Parlamento e dal museo del Bardo, in cui il 18 marzo scorso durante un attacco terroristico morirono venti turisti stranieri, di cui quattro italiani. Questa volta pero’ non si tratta di un attentato ma di un gesto di follia dovuto – secondo quanto sostengono le autorita’ – a problemi psichici. Nella base militare di Bouchoucha un caporale in congedo, a cui non era consentito portare armi, ne ha sottratto una a un commilitone e ha aperto il fuoco sui soldati durante la cerimonia dell’alzabandiera. Il bilancio della sparatoria e’ di sette militari uccisi, tra cui un colonnello e dieci i feriti, uno di loro in condizioni gravissime. Mehdi Alijmei, 30 anni, questo il nome del’autore della strage e’ stato poi ucciso da un tiro di risposta. La base militare Bouchoucha e’ sede della Brigata antiterrorismo e della direzione generale delle unita’ di pronto intervento. Non sono ancora chiare le cause che hanno portato il caporale, originario di Bir Zitoun (Tebourba) a compiere la strage anche se il portavoce del ministero della Difesa, Belhassen Oueslati sottolinea che l’uomo aveva problemi psichici. Parlando in una conferenza stampa, Oueslati ha rivelato che Alijmei aveva difficolta’ familiari e per i suoi disturbi gli era stato sottratto il porto d’armi e trasferito in un posto ‘non sensibile’. I suoi commilitoni inoltre avevano mostrato segni psichici peggiorativi negli ultimi mesi. Si tratta di un caso isolato, ha assicurato il portavoce del ministero, aggiungendo che le autorita’ tunisine stanno facendo il possibile per approfondire le vere ragioni alla base del gesto compiuto dal militare. Oueslati ha ribadito di escludere la pista dell’attacco terroristico. Dopo l’attentato al Bardo del marzo scorso le forze di sicurezza della Tunisia sono in massima allerta. La settimana scorsa la polizia italiana ha arrestato un tunisino di 22 anni accusato dalle autorita’ di Tunisi di aver preso parte all’attacco. Il ragazzo, Abdel Majid Touil, si e’ sempre dichiarato innocente. Gli inquirenti che indagano hanno accertato che il giovane era a bordo dell’aereo low cost che a gennaio dal Marocco l’ha portato in Tunisia. Tra le ipotesi al vaglio di pm, Digos e Ros c’e’ anche quella, ventilata in una intervista al ‘Corriere della Sera’ dal padre di Touil, che il giovane abbia venduto il suo passaporto a chi poi avrebbe usato la sua identita’ per compiere l’attentato. La scomparsa del passaporto di Touil era stata denunciata dalla madre il 15 aprile scorso, dopo che il figlio arrivato in Sicilia su un barcone dalla Libia lo scorso 17 febbraio l’aveva raggiunta a Gaggiano, nell’hinterland milanese. (AGI) .

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