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(AGI) – Bruxelles, 18 mag. – I ministri degli Esteri e della Difesa dell’Ue fanno oggi il primo passo verso la missione navale che dovra’ fermare i trafficanti di essere umani nel Mediterraneo: una missione che prevede il dispiego di mezzi navali e aerei da ricognizione europei al largo della Libia per ricercare e trarre in salvo i migranti; ma prevede anche operazioni per la cattura e il sequestro dei barconi utilizzati dagli scafisti, se l’Onu dara’ il via libera alla risoluzione che fornira’ il “quadro legale” alle operazioni. E’ il primo passo politico cui seguira’, in caso di via libera dal Palazzo di Vetro e dopo la ratifica dei capi di Stato Ue, la designazione del quartier generale della missione, chiamata Eu Navfor Med: a Roma, quasi certamente, sotto la guida dell’ammiraglio italiano, Enrico Credendino. La Francia, la Gran Bretagna, la Germania, la Spagna e ovviamente l’Italia hanno gia’ promesso navi. Polonia e Slovenia impegnerebbero aerei da ricognizione ed elicotteri.

L’alto rappresentante della politica estera dell’Ue, Federica Mogherini, ha escluso invece operazioni militari in territorio libico. Per ottenere il mandato Onu, Mogherini e’ stata due volte a New York negli ultimi dieci giorni: per essere pienamente operativa, e’ necessario che il Consiglio di Sicurezza approvi una risoluzione in base al capitolo 7, che fa riferimento all’uso della forza. Piu’ in generale, il capo della diplomazia europea si e’ augurata che i Ventotto consentano all’Ue di essere “efficace”: e’ stata una risposta alla Francia, ultimo Paese -dopo Gran Bretagna, Ungheria e Polonia- a mettere n discussione la questione delle quote di ripartizione dei migranti. “E’ chiaro -ha aggiunto- che la condivisione della responsabilita’ e cosa facciamo delle persone che salviamo e’ parte integrante della strategia complessiva”. Anche il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, ha tenuto a sottolineare che sul principio di condivisione delle responsabilita’ per l’accoglienza non si devono fare “passi indietro”: “Sarebbe francamente molto amaro constatare che quell’iniziativa e quella disponibilita’ a rendere quel problema un problema europeo, e non solo italiano, facesse passi indietro”. Per il titolare della Farnesina agli impegni “presi e dichiarati dobbiamo ora far corrispondere i fatti” senza “tornare indietro, perche’ l’Europa non farebbe una figura all’altezza dell’Europa”. Intanto, anche se finora non c’e’ stata alcuna richiesta da parte dell’Ue, la Nato ha fatto sapere che e’ “pronta ad aiutare” la missione contro gli scafisti. Il segretario generale dell’Alleanza atlantica, Jens Stoltenberg, ha anche spronato i Ventotto ad agire anche perche’ -ha detto, rilanciando quello che e’ il timore di molti- sui barconi potrebbero imbarcarsi anche terroristi, confondendosi con i migranti. (AGI) .

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