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AGI – Crolla la preparazione scolastica nei Paesi Ocse con un calo in quattro anni di 16 punti in matematica e di 11 punti in lettura: è quanto emerge dal rapporto Ocse-Pisa condotto in 81 Paesi che conferma un trend preoccupante, accentuatosi con la pandemia. In pratica si tratta di un arretramento che equivale a mezzo anno scolastico in lettura e a tre quarti di anno scolastico in matematica. Stabile, invece, il rendimento medio in scienze.

Per quanto riguarda l’Italia, il Nord ottiene punteggi superiori al Sud in tutti e tre gli ambiti, confermando il forte divario geografico. Rispetto alla media Ocse, gli studenti italiani risultano al di sopra in matematica, in linea con gli altri nella lettura e al di sotto nelle scienze. Il rapporto Pisa, giunto all’ottava edizione, si basa su un’indagine triennale condotta su studenti quindicenni di tutto il mondo per rilevare il livello conoscenze e competenze fondamentali per partecipare pienamente alla vita sociale ed economica.

Quest’anno è emerso che i risultati migliori sono stati raggiunti da Singapore (prima in tutte e tre le categorie) e più in generale dai Paesi asiatici. Il segretario generale dell’Ocse, Mathias Corammn, ha però denunciato che complessivamente si assiste a “un crollo senza precedenti” nei livelli di conoscenze. L’Italia è risultata in linea con i Paesi dell’area Ocse in matematica (471 contro 472), superiore alla media in lettura (482 contro 476) e inferiore in scienze (477 contro 485).

I test Invalsi hanno evidenziato che la differenza tra il 10% di studenti italiani con i punteggi più alti e il 10% di quelli con punteggi più bassi è simile tra le aree geografiche e corrisponde a circa tre livelli di competenze. Ma se al Nord più dell’80% degli studenti sono almeno al livello minimo 2 in matematica, lettura e scienze, al Sud questa percentuale scende a poco più del 60% in scienze, al 70% in lettura e al 55% in matematica.

I licei italiani hanno ottenuto punteggi medi superiori agli altri tipi d’istruzione in tutti e tre gli ambiti, seguiti dagli istituti tecnici e dall’istruzione e formazione professionale. Nei licei e negli istituti tecnici, in matematica, lettura e scienze più di due terzi degli studenti hanno raggiunto il livello base o superiore di competenza: si va da un minimo del 67% negli istituti tecnici in matematica, a un massimo del 90% nei licei in lettura.

Complessivamente, negli istituti professionali e nella formazione professionale la percentuale di studenti al di sotto del Livello 2 in matematica, lettura e scienze è più che doppia rispetto a quella registrata negli istituti tecnici e nei licei. Nell’indagine che ha coinvolto 37 Paesi Ocse e 44 Paesi ed economie partner, per un totale di 690mila studenti, l’Italia ha fatto registrare un record per il più forte divario di genere in matematica: ben 21 punti a favore dei maschi sulle femmine.

Le ragazze si rifanno con la lettura in cui ottengono 19 punti rispetto ai loro compagni. La rilevazione avrebbe dovuto esaminare l’anno 2021, ma era stata rimandata a causa della pandemia di Covid. Per il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, i dati “confermano la necessità della riforma dell’istruzione tecnico-professionale che ha tra gli obiettivi il rafforzamento delle competenze degli studenti nelle discipline di base”.

“Gli importanti investimenti in termini di risorse Pnrr per la didattica Stem contribuiranno anche a ridurre i divari di genere”, ha assicurato il ministro, e “con Agenda Sud ci avviamo a colmare un intollerabile gap di risultati formativi fra Nord e Sud del Paese”. Valditara ha sottolineato che “l’obiettivo primario del rapporto non è creare una competizione tra nazioni, ma piuttosto stabilire un terreno comune per lo scambio di informazioni e pratiche efficaci. L’Italia, con la sua elevata partecipazione, si pone in una posizione di rilievo, dimostrando un impegno significativo nel migliorare la qualità educativa”.

 

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