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AGI – “L’Unione europea è profondamente preoccupata per i danni ai gasdotti Nord Stream 1 e 2 che hanno provocato perdite nelle acque internazionali del Mar Baltico. La sicurezza e le preoccupazioni ambientali sono della massima priorità. Questi incidenti non sono una coincidenza e riguardano tutti noi”. Il monito arriva dall’Alto rappresentante dell’Unione per la Politica estera, Josep Borrell.

“Tutte le informazioni disponibili indicano che queste fughe sono il risultato di un atto deliberato. Sosterremo qualsiasi indagine volta a ottenere la piena chiarezza su ciò che è successo e sul perché, e adotteremo ulteriori misure per aumentare la nostra resilienza nella sicurezza energetica”, annuncia il capo della diplomazia europea. “Qualsiasi interruzione deliberata delle infrastrutture energetiche europee è del tutto inaccettabile e sarà accolta con una risposta forte e unita”, promette Borrell. 

I tempi incerti per la valutazione e la riparazione del danno

L’ispezione dei due gasdotti Nord Stream danneggiati dalle esplosioni sottomarine al largo di un’isola danese nel Mar Baltico non potrà essere effettuata prima di una o due settimane. Il ministro danese della Difesa, Morten Bodskov, ha spiegato che  “ci vorranno una settimana o due prima che la zona sia sufficientemente tranquilla per vedere quello che è successo e riuscire a scendere”. Nella giornata di martedì il governo di Copenaghen aveva fatto sapere che le fughe di gas al largo dell’isola di Bornholm erano stati degli “atti deliberati”.

Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg si è confrontato con Bodskov, sul sabotaggio. “Abbiamo affrontato la protezione delle infrastrutture critiche nei paesi Nato”, ha spiegato in un tweet il segretario dell’Alleanza. 

Discussed the sabotage on the #NorthStream pipelines with Defence Minister @mfMorten of our valued Ally #Denmark. We addressed the protection of critical infrastructure in #NATO countries. pic.twitter.com/GCRgVOTR2S

— Jens Stoltenberg (@jensstoltenberg)
September 28, 2022

Per la Svezia, invece, “non è possibile fare ipotesi su chi sia dietro le esplosioni che hanno causato tre perdite di gas nei due gasdotti Nord Stream sotto il Mar Baltico”. Per il ministro della Difesa svedese, Ann Christin Linde, bisognerà ancora attendere prima di poter avere un quadro più chiaro di cosa è successo.

La Germania invierà una nave

C’è anche una nave della Marina Militare tedesca che partecipa all’inchiesta sulle esplosioni ai gasdotti Nord Stream 1 e 2. Lo ha annunciato il ministro della Difesa tedesco Christine Lambrecht.

“Il presunto sabotaggio degli oleodotti nel Mar Baltico è un altro promemoria del fatto che dipendiamo da infrastrutture critiche, anche sott’acqua”, ha detto in una nota rilanciata da Reuters. Lambrecht ha sottolineato che la situazione va chiarita e i responsabili rapidamente identificati.

La difesa russa

 Il Cremlino ha definito “stupido e assurdo” accusare la Russia di essere all’origine delle fughe di gas. “Era abbastanza prevedibile” che alcuni avrebbero addossato la responsabilità a Mosca, ha detto ai giornalisti il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, “prevedibile, stupido e assurdo”.

Peskov ha infatti definito le perdite come “problematiche” e ricordato che il gas russo “costa un sacco di soldi e ora si sta dissolvendo nell’aria”. Poi ha ricordato che il presidente Usa, Joe Biden, è esplicitamente contrario a Nord Stream 2. “Vi ricordate le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti, fatte all’inizio di febbraio, che poi ha promesso di sbarazzarsi del Nord Stream 2? Cosa intendesse non lo sappiamo”.

Ma ha insinuato che chi beneficia di più del fatto che i gasdotti non funzionino sono gli Stati Uniti: “Vediamo un aumento significativo dei profitti delle compagnie energetiche americane che stanno fornendo gas all’Europa”. Peskov ha comunque aggiunto che la Russia insisterà affinché Gazprom, il colosso russo che partecipa al consorzio di proprietari di Nord Stream, sia presente nelle indagini su quanto accaduto.

Il tweet infelice dalla Polonia

Le polemiche sull’incidente, intanto, non si placano e ad aumentare la tensione ci ha pensato il tweet di un ex ministro della Difesa polacco, Radek Sikorski, presidente della delegazione Ue-Usa al Parlamento europeo. Sul suo profilo, Sikorski ha scritto “Grazie, USA” con l’immagine delle fughe di gas nel Mar Baltico che hanno seguito le esplosioni dei gasdotti Nord Stream 1 e 2 lasciando pensare che avesse attribuito agli Stati Uniti il sabotaggio dei due impianti che trasportano gas naturale dalla Russia alla Germania.

Thank you, USA. pic.twitter.com/nALlYQ1Crb

— Radek Sikorski MEP (@radeksikorski)
September 27, 2022

Ma quattro ore più tardi, lui stesso ha pubblicato altri ‘cinguettii’ in cui ha accusato la Russia e ironizzato su quella che sarebbe “un’operazione di manutenzione speciale”. Sikorski è stato ministro della Difesa dal 2005 al 2007 e in precedenza è stato vice-ministro della Difesa e vice-ministro degli Esteri.

Attualmente è un membro del Parlamento europeo. Il segretario di Stato polacco, Stanisaw aryn, ha bollato il primo ‘tweet’ di Sikorski su Twitter come “#propaganda russa”, definendola “una campagna diffamatoria contro Polonia, Stati Uniti e Ucraina, con le accuse all’Occidente di aggressione contro Nord Stream 1 e Nord Stream 2”. L’ambasciata russa in Italia stamane ha invece rilanciato il primo ‘tweet’ di Sikorski, quello con i ringraziamenti agli Usa, e commentato: “Se non è terrorismo questo che cos’è?”.  

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