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AGI – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha chiesto una “giusta punizione” per i “crimini commessi”, ha lanciato all’Onu l’appello a “togliere alla Russia il diritto di veto nel Consiglio di sicurezza” e a istituire un Tribunale speciale, e poi detto chiaramente che mentre tutto il mondo vuole la pace, solo la Russia vuole la guerra.

Il videomessaggio registrato, e trasmesso nella sessione pomeridiana della 77esima Assemblea generale, ha messo il sigillo a un momento segnato dalla guerra russa in Ucraina, arrivata al settimo mese, e dalle minacce di escalation del presidente Vladimir Putin.

Poco distante dall’aula, è in programma la riunione straordinaria dei ministri degli Esteri dell’Unione europea, per rispondere alle minacce di Putin, che ha fatto capire di essere pronto a passare all’opzione di guerra chimica e nucleare, per ribaltare le sorti di un conflitto che si sta rivelando fallimentare per Mosca. 

Zelensky si è presentato in tenuta militare, con una maglietta verde, a ribadire lo stato di guerra in cui si trova. “Punishment”, punizione, è stato il termine più evocato nel suo discorso, dai toni duri, con voce roca.

“Un crimine – ha detto – è stato commesso contro l’Ucraina e noi chiediamo una giusta punizione. Il crimine è stato commesso contro i nostri confini. Il crimine è stato commesso contro le vite del nostro popolo. Punizione per le torture e l’umiliazione di donne e uomini. Punizione per la catastrofica turbolenza che la Russia ha provocato con la sua guerra illegale non solo a noi, ucraini, ma al mondo intero”.

Zelensky ha chiesto che la Russia venga punita per aver cercato di “rubare il territorio” e per l'”assassinio di migliaia di persone”.

“La Russia – ha proseguito – è uno stato sponsor del terrorismo, a tutti i livelli. Se non avete un meccanismo legale, potete prendere una decisione politica”, per fermare la guerra. “L’Ucraina – ha aggiunto – vuole la pace. L’Europa vuole la pace. Il mondo vuole la pace”.

“C’è solo un’entità” tra tutti i membri che fanno parte delle Nazioni Uniti felice per la “sua” guerra, ha sottolineato Zelensky, alludendo a Putin.

“Ma noi – ha continuato, senza nominarlo – non lasceremo che quell’entità prevalga su di noi”. L’esportazione di gas e petrolio ha finanziato la guerra, ha aggiunto Zelensky. “Limitare i prezzi protegge il mondo, ma il mondo è pronto ad adottare questa misura o avrà paura”.

Alla fine del messaggio, la gran parte dei delegati presenti si è alzata in piedi per tributare un lungo applauso al presidente ucraino, una vera standing ovation, l’applauso più caldo e convinto di questi primi due giorni di interventi da parte dei leader di tutto il mondo. In piedi anche il presidente del Consiglio italiano, Mario Draghi. 

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