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AGI – La promessa è quella di presentare il “World’s greatest show”, il più grande spettacolo al mondo. Una kermesse che dal primo ottobre 2021 al 31 marzo 2022 non intende spegnere i motori neanche di notte. Stupore, meraviglia, quasi una vertigine. È questa l’idea suggerita dal video prodotto dagli organizzatori di Expo 2020 Dubai, che hanno arruolato niente meno che il divo di Hollywood Chris Hemsworth. Un minuto e trenta di pubblicità diretta dal regista due volte premio Oscar Robert Stromberg, in cui la star di Thor invita il pubblico a visitare con lui “il futuro”, sullo sfondo di una versione digitale del sito di Expo, mentre un coro di bambini intona “Pure Imagination” tratta dal film “Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato”.

Direttamente proporzionali alle fortune emiratine sono, infatti, anche le ambizioni. Insomma, non potevamo aspettarci meno da un Paese che ha fatto anche degli eccessi la sua cifra. Dove Il lusso è esibito senza pudori, tra isole a forma di palma, arcipelaghi che riproducono planisferi, hotel a 7 stelle e automobili di grossa cilindrata, spesso guidate da autisti privati su autostrade fino a quattordici corsie.

Expo 2020 Dubai sarà la prima esposizione universale dell’area ME.NA.SA (Medio Oriente, Nord Africa e Asia meridionale) che per colpa della pandemia da Covid-19 è stata rinviata di un anno, arrivando a coincidere con il Giubileo d’oro, i grandi festeggiamenti per i primi cinquant’anni della Nazione. Superato l’annus horribilis del 2020 e nonostante i forti limiti sociali ancora adottati a livello internazionale a causa del Covid-19, Dubai si dice pronta ad accogliere fino a 20 milioni di visitatori, ospiti degli oltre 190 Paesi partecipanti. Insomma, tutto un altro film rispetto alle Olimpiadi a porte chiuse disputate a Tokyo solo due mesi fa.

Nelle ore in cui viene reso noto che il distanziamento sociale si riduce da 2 a a 1,5 metri, l’organizzazione promette, infatti, che le misure sanitarie saranno rigorose ma non comprometteranno il successo dell’Esposizione. La vaccinazione dei visitatori è incoraggiata ma non sarà obbligatoria, mentre lo staff sarà vaccinato e sottoposto a periodici controlli. Sul sito saranno presenti tre presidi per i test rapidi, accessibili giorno e notte, sette giorni su sette. A rassicurare la platea, in queste ore circola sulla stampa locale un servizio fotografico che ritrae i leader emiratini, in tradizionale kandora bianca, durante un ultimo sopralluogo: nulla sarà trascurato, dalla sterilizzazione continua, agli scanner temici agli ingressi, ai nebulizzatori disinfettanti.

Esteso su un’area sbalorditiva di 4,38 chilometri quadrati, quattro volte il più grande centro commerciale del mondo (guarda a caso il Dubai Mall), il sito di Expo ha la forma di un trifoglio, in cui ogni petalo è dedicato ad ognuna delle tre principali aree tematiche: Opportunità, Sostenibilità e Mobilità. E’ questo il grande palcoscenico mondiale in cui si svolgeranno innumerevoli spettacoli e le dieci “Settimane tematiche”. Venezia sarà la protagonista italiana di quella di apertura, dedicata al Clima e alla Biodiversità: nel Padiglione Italia sono molte le iniziative in programma per la città lagunare quale modello internazionale di contrasto agli effetti dei cambiamenti climatici e, nella giornata del 3 ottobre, sarà addirittura lanciata la candidatura di Venezia a capitale mondiale della sostenibilità. 

Tanti i grandi nomi della cultura e dello spettacolo che saranno di casa al Padiglione Italia: Roberto Bolle, Paolo Fresu, L’Orchestra di Piazza Vittorio, “100 Cellos” con Giovanni Sollima & Enrico Melozzi, Nicola Piovani e Tosca con il suo concerto “Morabeza”. E tra gli eventi spicca anche la rappresentazione, per la prima volta negli Emirati Arabi Uniti, dell’opera di Giuseppe Verdi “Nabucco” affidata alla direzione di Riccardo Muti con l’Orchestra Luigi Cherubini.

Davvero in queste ore negli Emirati Arabi, Paese giovane, cosmopolita ma con una solida identità, l’euforia regna sovrana. La voglia di ripartire dopo la pandemia è palpabile, ed è quasi difficile seguire il profluvio di annunci, rilasciati con cadenza quotidiana, riguardanti i tanti progetti per i prossimi cinquant’anni. Come la campagna di nation branding “United Global Emirates”, lo slogan con cui si vogliono richiamare imprenditori di ogni latitudine ad investire in uno dei principali hub logistici internazionali.

Un Paese che unisce seducenti vantaggi fiscali a una grande crescita economica, secondo il Ministero dell’Economia prevista nel 2021 oltre il 4%, dopo il doppio shock di crisi petrolifera e pandemia del 2021. Un Paese sicuramente strategico per l’Italia (dal settore dell’energia, alle costruzioni, all’aerospazio, al Made in Italy), che sale dall’undicesimo al nono posto in assoluto tra i fornitori e che resta al secondo posto tra gli Stati membri dell’UE dopo la Germania, con una quota di mercato del 2,7%.

Dopo i primi cinquant’anni in cui le immense riserve di idrocarburi hanno innescato un vertiginoso sviluppo urbanistico e demografico, il Paese, che già ospita alcuni dei più grandi impianti fotovoltaici al mondo, investe nel nucleare e lavora a progetti di stoccaggio della CO2, intende ora puntare su uno sviluppo  sostenibile, in cui innovazione e progresso tecnologico siano solidi alleati dell’ambiente.

Secondo un’indiscrezione di Bloomberg proprio gli Emirati Arabi potrebbero essere il primo Paese dell’Opec a raggiungere l’obiettivo zero emissioni entro il 2050. Un asso anche mediatico che si intenderebbe calare alla vigilia del Cop 26 previsto per novembre a Glasgow, mentre è già sul tavolo la candidatura ad ospitare il prossimo summit delle Nazioni Unite, il Cop 28. “Connecting minds creating the future”, unire le menti per costruire il futuro, non a caso, è il claim scelto per Expo 2020 Dubai. Staremo a vedere. Che lo spettacolo abbia inizio.

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