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AGI – La seconda ondata di Covid-19 sta facendo aumentare i rischi finanziari che potrebbero impattare sulla crescita. Lo afferma la Banca d’Italia nel rapporto sulla Stabilità finanziaria. “I rischi per la stabilità finanziaria provenienti dal quadro macroeconomico – si legge nel rapporto – sono tornati ad aumentare con il riacutizzarsi della pandemia; tale situazione incide sulle prospettive di crescita, la cui evoluzione dipenderà dall’efficacia e dalla determinazione degli interventi di politica economica”.  Durante l’estate la ripresa dell’attività in Europa e in Italia, prosegue il rapporto, “è stata più ampia delle attese, evidenziando la capacità di recupero dell’economia e l’efficacia delle misure di sostegno monetarie, di bilancio e di vigilanza”. 

Debito pubblico italiano sostenibile

Il rapporto si è soffermato anche sul debito pubblico italiano, al centro, in questo ultimi giorni, del dibattito dopo l’intervista al presidente del Parlamento europeo David Sassoli che ha ipotizzato una cancellazione dello stock di debito legato alla pandemia. Senza entrare nel merito della discussione, il rapporto puntualizza che “anche in considerazione della natura temporanea delle misure espansive di bilancio, il debito pubblico italiano resta sostenibile; la sua permanenza su livelli elevati può tuttavia determinare in prospettiva l’esposizione a rischi derivanti da tensioni sui mercati finanziari o da nuovi shock macroeconomici”. 

Un sentiero di riduzione, prosegue Bankitalia, “è possibile assicurando la combinazione di condizioni di finanziamento distese, misure efficaci di sostegno alla crescita e un graduale aggiustamento di bilancio coerente con il quadro macroeconomico”. 

Importante Bce e Next Generation Eu

La banca centrale italiana evidenzia l’importanza della Bce in questo periodo di crisi causato dalla pandemia. In Italia, come negli altri paesi dell’Unione europea, “le condizioni sui mercati finanziari sono significativamente migliorate, con il pressoché completo rientro delle tensioni emerse in primavera”. Tale andamento ha beneficiato soprattutto degli “effetti del programma di acquisto di titoli pubblici e privati per l’emergenza pandemica (Pandemic Emergency Purchase Programme, Pepp) e del miglioramento delle aspettative che ha fatto seguito all’accordo del Consiglio europeo sul programma Next Generation Eu: quest’ultimo permetterà di fornire un deciso sostegno alle economie sfruttando il bilancio e la capacità di prestito dell’Unione”. 

Mantenere le misure di supporto alle imprese   

Come il Fondo Monetario Internazionale, anche Bankitalia ammonisce da un ritiro troppo veloce delle misure di supporto alle imprese. “Nell’attuale situazione di incertezza va evitata un’uscita anticipata dagli interventi di supporto, che potrebbe riflettersi anche su imprese in grado di superare la crisi. In prospettiva, l’efficace attuazione di misure volte a favorire la patrimonializzazione delle aziende e a riequilibrarne la struttura finanziaria può contribuire ad attenuare i rischi”.

Le misure di politica economica finora adottate – tra cui l’espansione della Cassa integrazione guadagni, la moratoria sui prestiti, il posticipo degli adempimenti fiscali, i contributi a fondo perduto e gli schemi di garanzia sui nuovi finanziamenti – hanno contribuito ad attenuare le conseguenze economiche della pandemia per le imprese e ne hanno ampiamente soddisfatto il fabbisogno di liquidità. Ciò nonostante, prosegue Bankitalia, l’economia italiana dovrà fronteggiare i rischi connessi con l’aumento dell’indebitamento delle società non finanziarie e con la progressiva rimozione delle misure di sostegno. 

Ricchezza delle famiglie -1,3%

Tali misure hanno aiutato anche le famiglie la cui ricchezza è diminuita ma in maniera contenuta. “I bilanci delle famiglie hanno risentito della caduta del reddito disponibile. L’impatto, soprattutto per i nuclei finanziariamente fragili, è stato limitato grazie ai bassi tassi di interesse, alle moratorie e alle altre misure di sostegno. I rischi derivanti dal settore restano circoscritti e la quota di debito delle famiglie vulnerabili si mantiene contenuta”. Banca d’Italia nel rapporto precisa che “nella prima metà del 2020 la ricchezza finanziaria lorda è diminuita dell’1,3%”. L’indebitamento delle famiglie in rapporto al reddito disponibile, seppure in aumento, si è mantenuto su valori contenuti (al 63,2% a giugno del 2020, dal 61,9% di fine 2019). 

Per quanto riguarda le banche, i principali rischi derivano dal “probabile peggioramento della qualità del credito e da un’ulteriore riduzione della redditività”. In ogni caso, “il tasso di deterioramento dei prestiti è rimasto finora molto basso, beneficiando dei provvedimenti governativi sul credito e delle indicazioni delle autorità di vigilanza di utilizzare la flessibilità insita nelle regole sulla classificazione dei finanziamenti”. 

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