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AGI – Nel 2020 il secondo trimestre e cioè il periodo che va da aprile a giugno è decisamente stato quello più buio, quello in cui il coronavirus ha impattato di più sull’economia, a causa dei lockdown che hanno bloccato gran parte delle attività mondiali e hanno costretto oltre metà della popolazione del Pianeta a restare in casa per contenere la diffusione dei virus. L’impatto sul Pil di questo gigantesco stop globale è stato devastante e viene misurato in questi giorni in oltre 90 Paesi. Ecco come è andata nei principali.

Usa 

Il Pil è sceso del 32,9% nel II trimestre, peggior contrazione dal 1947. Poichè nel primo trimestre il Pil a Stelle e Strisce si era già contratte del 5%, l’economia degli Stati Uniti è uficialmente entrata in recessione e rischia di non uscirci facilmente a causa della seconda ondata di contagi che ha già costretto diversi Stati Usa, tra cui il Texas, la California e la Florida, cioè i più popolosi, a ripartire con dei parziali lockdown. 

Italia 

È salato il conto della pandemia di coronavirus sull’economia italiana. Il Pil, nel II trimestre, è sceso del 12,4% su base congiunturale e del 17,3% in termini tendenziali. Un crollo senza precedenti mai registrato dall’inizio delle serie storiche nel 1995. A fine anno, secondo la commissione Ue, l’Italia rischia una contrazione di oltre l’11%.  

Germania 

E’ storica la contrazione dell’economia tedesca che nei tre mesi primaverili, investiti in pieno dal lockdown imposto per contrastare la pandemia di Covid-19, ha raggiunto il 10,1% su base congiunturale. Dato che si traduce in un calo dell’11,7% su base annua. Si tratta del peggior numero dall’inizio della serie statistica nel 1970. E ben superiore al -4,7% del primo trimestre del 2009, al culmine della crisi dei subprime.

Francia 

L’economia francese ha subito una contrazione record del 13,8% congiunturale nel secondo trimestre, a causa dell’impatto del coronavirus. Nei primi 3 mesi dell’anno, il calo era stato del 5,9%. Secondo l’ufficio nazionale di statistica Insee, “gli sviluppi negativi del Pil nella prima metà del 2020 sono collegati alla chiusura delle attività” non essenziali “nel contesto dell’attuazione del blocco tra metà marzo e l’inizio di maggio”. Gli analisti si aspettavano un arretramento del 15%.

Spagna

La Spagna entra ufficialmente in recessione nel secondo trimestre. Il Pil si è contratto del 18,5% congiunturale, dopo essere arretrato del 5,2% nei primi tre mesi dell’anno. Gli analisti si aspettavano un calo del 16,5%.

Austria

Il Pil austriaco ha registrato un calo storico del 10,7% nel secondo trimestre rispetto al trimestre precedente, a causa dell’impatto del Coronavirus e delle misure di contenimento del contagio. Secondo l’istituto Wifo, si tratta della peggior flessione dalla seconda guerra mondiale. Su base annua il calo del Pil è stato del 12,8%. –

Belgio

Nel secondo trimestre il Belgio ha registrato un crollo del Pil pari al 12,2%, mentre su base annua la discesa è stata del 14,5%.

Portogallo 

Il Pil portoghese è sceso del 14,1% nel secondo trimestre dopo il -3,8% segnato nel primo. Il governo di Lisbona si aspetta una contrazione del 6,9% a fine anno, mentre la banca centrale è più pessimista e stima che il calo potrebbe toccare il 9,5%.

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