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“Mi aspetto che alle parole, a questa grande volontà, ci sia una forza dietro di farlo. Diciamo che in questi anni delle cose sono state fatte, ci sono stati anche delle impasse, tra pubblico e privato, anche col ministero, anche l’amministratore delegato di Eni Rewind lo ha ricordato, sarebbe importante che si cambiasse passo: se così è, diciamo che il Paese lo attende”.

Con queste parole, il generale Giuseppe Vadalà, commissario straordinario di governo per la bonifica discariche abusive oggetto di contenzioso Ue, ha salutato positivamente ad Ecomondo la nascita di Eni Rewind, la società ambientale di Eni (ex Syndial) presentata a Ecomondo nell’ambito di un incontro con l’ad della società, Paolo Grossi, e il direttore generale di Ispra, Alessandro Bratti.

“Sicuramente Eni Rewind, quello che era Syndial, avendo questo compito proprio di dover risanare territori che sono proprietà di Eni, dell’ex Montedison – ha spiegato Vadalà – ha una missione importante: sono 4000 ettari, ma delle situazioni più inquinanti. Eni, con tutte le problematiche che ovviamente ci sono , una società privata che era ente di Stato, è importante che faccia questo. Uno, perché ha la forza, la missione e anche la tecnologia per poterlo fare , due perché sono veramente i territori più impegnati, tre perché se lo fanno loro sicuramente possono essere anche di “esempio” per tanti privati un po’ piu’ piccoli che pero’ stanno in queste aree”.

Per Vadala’, “in questo senso questo esempio pubblico-privato di collaborazione e’ importante: gli obiettivi di inquinamento si mettono meglio a fuoco insieme – ha spiegato – e tra l’altro i territori devono essere seguiti dai comuni: quindi e’ ovvio che lo si deve fare insieme. Questo al netto delle responsabilita’, che e’ ovviamente la grande questione che un tempo aveva chi ha inquinato : dove si riesce a raggiungere il responsabile dell’inquinamento si deve perseguire. Per questo – ha concluso – la missione che abbiamo in quegli 81 siti in cui stiamo lavorando, da una parte bonifichiamo e mettiamo in sicurezza, dall’altra pero’ perseguiamo le responsabilita’ fin dove e’ possibile”. (AGI)

Ari

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