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In Europa ci sono più lavatrici che automobili. Ognuna contenente in genere tra 30 kg e 40 kg di acciaio e la qualità di costruzione e l’affidabilità cambiano da macchina a macchina. Secondo la Ellen MacArthur Foundation, la longevità viene misurata in cicli di lavaggio, che vanno da circa 2.000 per macchine a basso costo a 10.000 per apparecchi di alta qualità. Più a lungo una macchina rimane funzionale, minore sarà il suo costo/lavaggio. Ma oggi se una lavatrice, una lavastoviglie o un frigorifero si rompono è spesso più comodo e facile sostituirlo che ripararlo. Con gravi danni per l’ambiente oltre che per le tasche dei cittadini.

Ora una direttiva Ue ha stabilito che dovrà essere più facili ripararli. Il 1 ottobre la Commissione ha adottato nuove regole per incoraggiare i produttori a progettare prodotti pensando all’economia circolare. Dalle lavatrici ai distributori automatici, la direttiva sulla progettazione ecocompatibile prolungherà la vita di molti apparecchi garantendo una più facile sostituzione dei pezzi di ricambio che i produttori dovranno immagazzinare per 10 anni e di cui dovranno garantire la consegna in tempi rapidi.

Infographic: Europe's Worst Offenders For Electronic Waste  | Statista 

La nuova direttiva va incontro alle lamentele delle associazioni dei consumatori secondo cui è più semplice ed economico sostituire alcune apparecchiature piuttosto che ripararle, a causa della mancanza di parti di ricambio, della complessità delle riparazioni o del prezzo elevato dei ricambi.

I rifiuti elettronici – dispositivi elettrici o elettronici scartati – sono ora la fonte di rifiuti in più rapida crescita al mondo. Vengono prodotte ogni anno circa 50 milioni di tonnellate (in Italia 6, tra i dati più bassi), ma solo circa il 20% viene smaltito in modo appropriato. Il passaggio a un modello di economia circolare, con un’enfasi sul riutilizzo piuttosto che sulla sostituzione degli articoli, potrebbe essere un modo per affrontare il problema, scrive il World Economic Forum che ha analizzato il problema.

Quelli cui saranno più gradite le nuove regole del “diritto alla riparazione” saranno probabilmente i tecnici delle riparazioni e della manutenzione. Mentre i produttori dovranno rendere ampiamente disponibili i pezzi di ricambio ai sensi della direttiva sulla progettazione ecocompatibile, dovranno solo fornirli a riparatori professionisti.

Quali sono gli elettrodomestici inclusi nella direttiva

  • frigoriferi
  • Lavatrici
  • lavastoviglie
  • Display elettronici (compresi i televisori)
  • Sorgenti luminose e alimentatori separati
  • Fornitori di energia esterna (gruppi elettrogeni e di continuità)
  • Motori elettrici
  • Frigoriferi con funzione di vendita diretta (ad esempio Frigoriferi nei supermercati, distributori automatici di bevande fredde)
  • Trasformatori di potenza
  • Attrezzature per saldatura
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