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Atlantia non ha in programma nessuno spin-off o vendita di Autostrade. A dirlo all’Agi Gianni Mion, il presidente di Edizione, dopo la bufera per i presunti falsi report sui viadotti Pecetti e Paolillo di alcuni suoi dirigenti e dell’altra controllata di Atlantia, Spea Engineering. L’operazione “non è sul tavolo”, ha detto il presidente della holding dei Benetton che detiene il 30,25% di Atlantia che a sua volta controlla Autostrade per l’Italia.

La cassaforte, conferma Mion, sta lavorando sul tema e sta valutando, come spiegato ieri, tutte le iniziative “doverose e necessarie, anche a salvaguardia della credibilità, reputazione e buon nome dei suoi azionisti e delle aziende controllate e partecipate”. Per questo domani Edizione terra’ un consiglio di amministrazione, che era già in programma prima dei recenti sviluppi giudiziari.

‘Trasparenza totale’

Intanto Autostrade per l’Italia, ha deciso di adottare un principio di “trasparenza totale” dei propri atti. Ogni documento aziendale riguardante la gestione dell’infrastruttura di rete – inclusi quelli relativi alle attività di progettazione, manutenzione, monitoraggio – potrà essere consultato e consegnato ai cittadini che ne faranno richiesta. Nei prossimi giorni la società attiverà due “sportelli”, uno digitale sul sito www.autostrade.it, e uno fisico presso la sede centrale di via Bergamini a Roma, attraverso i quali chiunque abbia un legittimo interesse potrà presentare richiesta di accesso agli atti e ricevere così la documentazione di interesse, sulla base di una procedura di accesso che sarà concordata da Aspi con le associazioni dei consumatori.

Sempre Aspi smentisce qualsiasi intento di voler risparmiare sulle spese di manutenzione, in relazione ad alcune ricostruzioni di stampa. La società ricorda di aver sempre speso più degli impegni inseriti nel piano finanziario: il consuntivo di spesa in manutenzione nel periodo 2000-2018 è infatti di 5,430 miliardi di euro, pari a circa 196 milioni di euro in piu’ rispetto agli impegni di spesa previsti in Convenzione. Autostrade per l’Italia inoltre si riserva di avviare ogni azione a propria tutela nei confronti di eventuali comportamenti illeciti di propri dipendenti.

La spesa in manutenzione per chilometro di infrastruttura di Autostrade per l’Italia è di circa 108 mila euro all’anno (periodo 2013-2017), pari a 5 volte di più rispetto alla spesa effettuata da Anas sulla propria rete (19 mila euro all’anno tra il 2013 e il 2016) e 3 tre volte superiore alle concessionarie francesi e spagnole comparabili. Aspi ricorda di essere “l’unica società concessionaria di grandi dimensioni nel mondo ad aver introdotto in maniera generalizzata l’asfalto drenante (ben più costoso in termini di costruzione e manutenzione)” e in sistemi di sicurezza come il tutor, il primo al mondo. 

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