Newsletter
Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someone

Donald Trump li aveva annunciati circa 10 giorni fa: dal 1 settembre sarebbero scattate le tariffe dal 10 al 25% per beni cinesi per un valore di 300 milioni di dollari. Era stata questa la ‘controffensiva’ del presidente Usa alla svalutazione dello yuan, che costituisce una minaccia alle importazioni americane.

Il presidente americano aveva infatti deciso di ampliare l’offensiva verso beni di largo consumo, come giocattoli ma anche capi d’abbigliamento, fino a toccare l’elettronica con gli smartphone in prima linea. I beni colpiti dall’aumento dei dazi dal 10 al 25% erano infatti quasi 7.000, e in gran parte beni capitale e beni intermedi, come microprocessori, circuiti stampati, componenti auto e macchinari.

Nell’elenco, erano inclusi anche 40 miliardi di dollari di beni di consumo: arredamento, calzature sportive, abbigliamento, decorazioni natalizie, allarmi anti-incendio, elettronica, e generi alimentari. L’aumento, secondo alcune stime, sarebbe costato alle famiglie americane in media 767 dollari l’anno. 

L’euro cala e il biglietto verde sale dopo la decisione Usa di rinviare al 15 dicembre l’aumento del 10% dei dazi su alcuni prodotti importati dalla Cina. La moneta unica passa di mano a 1,1180. In rialzo il dollaro/yen a 106,76. Tra i titoli di Wall Street che guadagnano di più ci sono Apple, che avanza del 4,14% e Caterpillar che cresce del 3,2%.

L’Ustr, l’ufficio del rappresentante Usa per il Commercio, Robert Lighthizer, fa sapere in una nota che il rinvio al 15 dicembre dell’aumento del 10% dei dazi che avrebbero dovuto partire il prossimo primo settembre, riguarderà alcuni prodotti importati dalla Cina, tra cui i telefoni cellulari, i laptop, i monitor per il computer, le console per videogiochi, alcuni giocattoli, scarpe e capi di abbigliamento.

L’Ustr fa anche sapere che Washington e Pechino stanno lavorando per risolvere l’escalation della guerra commerciale, e che Lighthizer ha parlato oggi telefonicamente con i funzionari commerciali cinesi, con i quali ha programmato un’altra telefonata tra due settimane.

Flag Counter