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Una candidatura fatta dopo un amplissimo confronto interno. Così la segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso, ha presentato la proposta di Maurizio Landini come suo successore. L'indicazione fatta ieri sera in segreteria confederale ha però provocato malumori e spaccature e secondo più voci la partita non è chiusa, anche se l'altro candidato Vincenzo Colla decidesse di ritirarsi.

Una questione di metodo

Quello che è stato contestato alla segretaria da alcuni è il metodo seguito: il mandato del direttivo – spiegano i critici – era di avanzare una proposta unitaria sul programma di rinnovamento; quindi bisognava riunire il direttivo e individuare un percorso che avrebbe portato ad una soluzione condivisa sul nome del successore. Sbagliato presentarsi ieri con il nome di Landini sapendo che non vi era unità e che qualunque proposta in questo momento sarebbe stata divisiva. Meglio quindi non fare forzature ma istruire un percorso, in modo da arrivare ad una sintesi condivisa al congresso. Ora appare inevitabile che la differenza di posizioni riemerga nel direttivo, che non è stato convocato ma potrebbe tenersi nel giro di un mese.

Il problema – fa notare più di uno – non è il nome di Landini, ma garantire un confronto aperto e democratico che porti ad un approdo unitario, sapendo che la base vuole un sindacato unito. Niente personalizzazioni, quindi, ma bisogna misurarsi sulle proposte. Questo anche perché il nuovo segretario sarà votato dall'Assemblea generale, che a sua volta è votata dal Congresso: quando questo accadrà, a fine gennaio, Camusso non sarà più segretario.

Eppure la segretaria generale oggi ha sottolineato che l'indicazione di Landini è il frutto dell'"ascolto" del gruppo dirigente: "Abbiamo concluso le assemblee di base riscontrando tra i nostri iscritti un amplissimo confronto. Quindi, innanzitutto, c'è una linea politica e penso che lo sforzo che tutti debbano fare non è quello di pensare alle persone ma a chi meglio può interpretare la linea decisa tutta insieme", in una situazione "sicuramente complicata e di grandi cambiamenti".

Le ragioni della leader uscente

"Il profilo che si identifica dell'organizzazione ha coerentemente la possibilità di individuare in Maurizio un candidato che ovviamente verrà come sempre determinato, poi, dall'applicazione delle regole della nostra organizzazione. Non usiamo né le primarie né il dibattito pubblico ma il ruolo e il lavoro degli organismi". Camusso, quindi, dopo aver dovuto rinunciare alla candidatura di Serena Sorrentino, pensa che l'ex segretario generale della Fiom possa mantenere quella continuità e collegialità della segreteria da lei stessa invocata ieri – secondo quanto viene riferito – durante la segreteria.

Non tutti sono d'accordo ma non manca naturalmente anche chi plaude: "Ancora una volta le donne spostano", commenta la leader della Fiom Francesca Re David; "La segreteria della Cgil – sottolinea – sceglie il vincolo di relazione fra rappresentati e rappresentanti: è la democrazia l'antidoto a populismi e autosufficienza".

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