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Sono giunte alla penultima giornata le assemblee all'Ilva di Taranto per l'esame dell'accordo con Arcelor Mittal, si va profilando la vittoria larga del si' anche se l'esito del referendum sarà noto solo domani intorno alle 18. Intanto i sindacati metalmeccanici replicano all'accusa lanciata da Massimo Battista, dipendente Ilva, ex sindacalista, ora consigliere comunale di Taranto, che ieri ha annunciato le dimissioni dai Cinque Stelle in netta contestazione con l'intesa al MiSe ("M5S ha tradito, aveva promesso la chiusura delle fonti inquinanti", sostiene) e il suo passaggio come indipendente. "E' un referendum farsa – l'accusa di Battista ai sindacati – si va tra i lavoratori ma l'accordo e' già stato firmato al MiSe, tutto e' già deciso". Per Battista, che aveva aderito ai Cinque Stelle venendo dal movimento cittadino "Liberi e Pensanti" che vuole la chiusura dell'Ilva, anche le modalita' di svolgimento del referendum sono "una farsa". "Si vota senza riservatezza – spiega – e i lavoratori non vengono nemmeno identificati".

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