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L'annuncio del successore di Sergio Marchionne alla guida di Fca avverrà solo nel 2019, dopo che l'attuale numero uno avrà completato il lavoro per l'esercizio 2018 su cui è concentrato. Questa la novità emersa oggi ad Amsterdam in occasione dell'assemblea annuale di bilancio.

In precedenza da Torino non erano mai venute indicazioni precise sul momento dell'annuncio, a parte l'informazione che Marchionne rimarrà in carica fino all'approvazione del bilancio 2018, quindi esattamente tra un anno ad aprile 2019. "L'obiettivo è completare il piano al 2018 – ha detto Marchionne – una volta fatto questo il mio compito è finito. Non so quando ci sarà l'annuncio ma non è un evento nel 2018, la decisione verrà presa nel 2019".

"È un processo lungo, non si può fare in fretta"

"È un processo lungo – ha detto il presidente John Elkann – non possiamo fare l'annuncio troppo in fretta". Entrambi hanno ammesso la difficoltà nel lavoro di selezione della figura giusta. "Sarà difficile la mia successione, è difficile trovare talenti, ma io credo che troveremo la persona dedicata e capace che farà da Ceo, quindi fidatevi, succederà", afferma Marchionne. "Stiamo valutando – ha aggiunto Elkann – arriveremo a una decisione per fare in modo che l'anno prossimo ci sia la miglior successione possibile, essendo ben coscienti delle difficoltà del momento per ogni organizzazione e quindi per Fca".

"Quando sono arrivato nel 2004 c'erano stati 5 Ceo in 24 mesi – riprende Marchionne – dobbiamo evitare che si ripeta questa situazione, dobbiamo preparare tutto bene". Bocche cucitequindi sui nomi, tra cui figurerebbe anche quello di Alfredo Altavilla, attuale responsabile Emea del gruppo, incluso pochi giorni fa da Elliott nella lista per il cda di Tim. Uno sviluppo che Marchionne ha "incoraggiato", perchè"entrare nei consigli fa parte della crescita professionale, la gente migliora in questo modo".

Obiettivo azzeramento del debito

Per il resto Marchionne ha rimandato come prevedibile alla presentazione del piano Fca, che avverrà il 1 giugno a Balocco, quando potrebbero anche venire indicazioni sulla futura distribuzione del dividendo. "John Elkann si è preso l'impegno di mettermi la cravatta se avremo il dividendo – ha scherzato – la cosa importante è guardare ai risultati del primo trimestre 2018, li si vedrà la tendenza dell'anno". L'attenzione è rivolta all'azzeramento del debito, "ce l'abbiamo messa tutta, anche nel primo trimestre stiamo facendo progressi. Se avremo la piacevole sorpresa sul debito anche il dividendo apparirà in futuro. Sarà un piano diverso da quello presentato nel 2014 spero che venga accolto meglio. A me piace molto".

Per il 2018 intanto sono confermati i target, fissati a 125 miliardi di euro di ricavi,oltre 8,7 miliardi di risultato operativo adjusted, utili netti di circa 5 miliardi e un flusso di cassa di 4 miliardi di euro. Tra i fattori che porteranno a un calo del debito anche lo scorporo di Marelli, "spero di chiuderlo a dicembre.Marelli ha una posizione sufficientemente solida per avere una vita propria fuori da Fca. Ci sono investimenti disponibili,è tutto molto simile a quello che è successo per Cnh.

A giugno comunicheremo maggiori dettagli sull'operazione". Poco disponibile invece a prefigurare altri scorpori dei marchi, che sia Jeep oppure Alfa o Maserati: "Il futuro si presenta bene, è roseo, non voglio correre rischi parlando ora di altre separazioni. è una tematica estremamente complessa, abbiamo bisogno di un ulteriore consolidamento del portafoglio". Rimane sullo sfondo il discorso del consolidamento del settore auto. "Dire che un consolidamento serve non va tradotto come 'abbiamo bisogno di fare qualcosa" ha detto Elkann."Quello che conta – ha spiegato – è posizionare l'azienda e renderla più performante, quello è stato fatto". 

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