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AGI – Ore 9 del mattino, nella nuova sala dei gruppi parlamentari a Montecitorio parte la seconda giornata di audizioni sulla legge di bilancio di fronte alle Commissioni Bilancio congiunte di Camera, nella grande aula si contano appena 4 presenti. In avvio dei lavori, il programma della mattinata prevede le audizioni di Banca d’Italia, Istat e Cnel, sul palco dei relatori c’è il presidente della Commissione del Senato, Nicola Calandrini di FdI, in platea solo 3 onorevoli, tutti dell’opposizione: Luigi Marattin di Italia Viva, Ubaldo Pagano e Silvia Roggiani del Pd. In collegamento risultano presenti altri 3 parlamentari.

Prima che prenda il via l’audizione di Fabrizio Balassone, capo del servizio struttura economica del Dipartimento Economia e Statistica di Bankitalia, Marattin prende la parola e chiede il conteggio dei presenti, sono 7, e domanda che il numero venga messo a verbale. “Sono anni che chiedo di abolire l’inutile liturgia delle audizioni, e sostituirle con l’invio di dettagliati contributi scritti. Mi hanno sempre risposto – compreso pochi giorni fa – che non è possibile perchè si limiterebbe il diritto dei parlamentari a partecipare all’audizione“, twitta poco dopo il deputato renziano.

Sono anni che chiedo di abolire l’inutile liturgia delle audizioni, e sostituirle con l’invio di dettagliati contributi scritti. Mi hanno sempre risposto – compreso pochi giorni fa – che non è possibile perché si limiterebbe il diritto dei parlamentari a partecipare all’audizione pic.twitter.com/vgJQHHz2gg

— Luigi Marattin (@marattin)
December 5, 2022

Successivamente in sala arrivano anche altri parlamentari, ma il numero delle presenze rimane contenuto rispetto a quelle potenziali, 31 i membri della Commissione della Camera, 22 quelli del Senato. Nonostante da giorni la maggioranza sottolinei l’esigenza lavorare a tappe serrate – il testo verrà votato in Commissione dal 15 al 18 dicembre – per arrivare all’approvazione del Parlamento entro fine anno e non dover ricorrere all’esercizio provvisiorio di bilancio

La scarsa presenza rileva una dinamica dove si intrecciano diversi fattori. C’è una disaffezione alla partecipazione alle sedute fiume, dove comunque i relatori depositano i loro testi scritti. C’è, forse, un effetto ‘ponte’, vista la festività religiosa a metà settimana. Ma si risconta anche un maggiore difficoltà a partecipare in giornate in cui sono convocate, come oggi alla Camera, tutte le Commissioni permanenti, visto il taglio del numero dei parlamentari scattato con la nuova legislatura.

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