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Mentre scriviamo, “Verdura” singolo tratto dall’ultimo album “Fuori dall’Hype”, viene decretato disco d’oro, solo l’ultima delle soddisfazioni raccolte negli ultimi anni dai Pinguini Tattici Nucleari, band partita dal bergamasco alla conquista dell’Italia intera, operazione riuscita con caparbietà, ma soprattutto qualità, ad una velocità supersonica. La prossima in programma porta la data del 29 febbraio, quando si esibiranno sul palco del Forum di Assago di Milano, la più prestigiosa arena indoor d’Italia, punto di arrivo per la carriera di tante realtà del nostro paese.  

Vi sareste mai aspettati il Forum?

“Sei mesi prima di bloccare la data ci abbiamo scherzato su un bel po’. Ricordo registrando “Verdura” che ci dicevamo “eh adesso facciamo il Forum!” come inside joke tra di noi, perché è un posto molto importante, aldilà che veniamo dal Nord e tutti i super artisti che abbiamo visto nella nostra vita li abbiamo visti lì. A livello numerico, per quanto possa sembrare che i numeri certe volte nascondano la poesia e siano solo matematica o economia, la realtà dei fatti è che se i numeri te li conquisti pian piano, volta dopo volta, localino dopo localino, acquisiscono un significato diverso”.

Domanda a trabocchetto: sentite di meritarvelo?

“Ci sono state persone che non se lo meritavano ma lo hanno fatto lo stesso, soltanto per dire di averlo fatto. Ma nel nostro caso, anche solo stando alle prevendite, penso di sì. Io reputo un pochettino bislacchi quegli annunci del Forum quando ancora evidentemente non c’è la storia o il potenziale dietro, ma nel nostro caso penso di dire, anche dal punto di vista di uno con scarsa autostima, che ce lo meritiamo. Siamo fuori da tanti anni, abbiamo una nostra storia, appena prima c’è stato l’Alcatraz, non abbiamo fatto dei salti così incredibili che possano far pensare a un doping negli spogliatoi, il nostro salto in lungo è stato un salto che aveva delle basi”.

Cosa c’è dopo il Forum per una band come la vostra?

“Secondo me ci sono due strade: o San Siro o il campo santo. O, in realtà, c’è la terza strada che consiste nel cercare in modo rapace di restare nella posizione in cui si è arrivati tanto duramente e in modo tanto sudato negli anni. Noi ancora non ci abbiamo pensato perché, anche cronologicamente, la data è distante, però le due strade dopo il Forum sono quelle. Nel nostro caso nel post Forum sarà importante mantenere il nostro equilibrio; sembra una stronzata, ma quando poi si arriva ad un certo livello uno inizia con “Io ho una famiglia”, l’altro “voglio suonare anche in altre band”, un altro dice “io voglio andare a vivere a Milano”, bisogna fare in modo che non si finisca come i quattro amici al bar di Gino Paoli. Il nucleo deve rimanere saldo”.

La data che avete scelto per il concerto, il 29 febbraio, è una chiarissima dichiarazione di intenti…

“Il 29 febbraio è una data estremamente speciale, una data che si suda, quel giorno in più, il sesto dito del piede che spunta fuori ogni cinque milioni di individui. È quella data diversa, strana e l’idea era proprio quella di dire “siamo degli outsider”, siamo una sorta di mosca bianca, siamo dei diversi. E anche lo show sarà diverso, speciale, e quando abbiamo visto che era un sabato ed era libero abbiamo subito pensato di beccarlo perché era un’occasione irripetibile”.

Cosa fa di voi una band diversa dalle altre?

“Noi veniamo da una città che vive fortemente il contrasto tra la provincia e la città. Abbiamo un forte accento, siamo una città abbastanza chiusa per certi aspetti. Non siamo neanche di Bergamo, siamo della provincia della provincia di Bergamo. E, grazie a questo, ci siamo sempre sentiti, nei vari salotti romani o bolognesi o milanesi, dove si creavano “le scene”, un po’ fuori. Noi non veniamo da nessuna “scena”. Noi abbiamo suonato nel localino dove solitamente si suona il metal, abbiamo suonato dove solitamente suonano le cover band di Ligabue, ma non avevamo nessuno con cui condividere niente, siamo sempre stati un mulo, andavamo avanti per la nostra strada per anni senza avere nessun aiuto. Nessun manager, nessun ufficio stampa…un cazzo. Andavamo avanti a suonare pensando che un giorno forse sarebbe arrivata una cosa come il Forum, ma era soltanto una speranza non ragionata, come quando di notte sogni di suonare a Wembley.

Ma ascoltandovi si nota anche qualcosa di diverso nel vostro intendere la musica…

“Il nostro modo di suonare e di arrangiare non si ritrova moltissimo nella scena indipendente attuale. C’è un po’ di rock, mentre il resto della scena sembra aver dimenticato il ruolo delle chitarre, l’arrangiamento un po’ full, tutti vanno sul minimalismo, noi siamo di un’altra scuola”.

Cosa possiamo aspettarci da questo concerto?

“Non posso ancora spoilerare molto, sennò mi ammazzano, però diciamo che stiamo preparando delle canzoni che non abbiamo mai suonato dal vivo e che tanti c’hanno chiesto nel corso degli ultimi due anni. Stiamo preparando dei particolari momenti che non ci sono mai stati, alcuni anche abbastanza emozionanti, sempre legati a determinate canzoni. Stiamo preparando qualcosa con degli ospiti che ancora non posso annunciare, ma sarà un momento molto bello, non sarà la classica ospitata, questo è certo, sarà una cosa un po’ ragionata. Quello che ti posso dire è che non stiamo badando a spese, la gente pensa “Fai il Forum, stai guadagnando un sacco di soldi”, ma la realtà è che siamo talmente felici che non ci interessa il guadagno della serata in sé ma di offrire tante di quelle cose che vogliamo che la gente vada a casa pensando che è il nostro concerto più bello”.

Il concertone del Primo Maggio, il Jova Beach Party…ve lo sareste mai aspettati all’inizio?

“Quando le cose te le fai da solo, non dico tutto, ma gran parte di ciò che ti succede ti sembra quasi un film, una cosa non reale. Come quando senti la tua voce in radio; sentirmi in radio all’inizio è stata una grande emozione, la prima volta ho pensato “non sembro nemmeno io”. Il primo maggio uguale, pensare ai miei vecchi amici dell’asilo, delle elementari, che non sentivo da una vita, che mi hanno scritto apposta per quel concerto lì è stato molto bello. La tua realtà, di microcosmo bergamasco, di paesello, che si scontra con la realtà del resto d’Italia…vai dal panettiere che ti dice: “T’ho visto!”. È molto bella questa cosa. E lo senti proprio quando succede. Ieri sera c’hanno cantato a X-Factor, sono cose che fanno molto piacere, c’è quella sottile speranza di entrare nella cultura pop. Quando riesci a scalfire il muro blasonato e incredibile della cultura pop, riuscendo a metterci la tua firma, hai vinto. Puoi pure morire e va benissimo così”.

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