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La Gioconda ha traslocato. Il capolavoro di Leonardo ha lasciato la stanza del Louvre in cui ha dimorato dal 2005, la Salle des États, per soggiornare nella Galerie Médicis. È qui che da oggi fino a ottobre i visitatori potranno contemplare il suo enigmatico sorriso, mentre la sala viene completamente rinnovata. In realtà i lavori nella Salle des États sono iniziati a gennaio, ma fino ad ora i restauratori sono stati  in grado di girare intorno al capolavoro vinciamo. Fino a ieri.

Ma cosa significa spostare anche se di poche decine di metri e all’interno dello stesso complesso un’opera di inestimabile valore come la Monna Lisa? “È un’operazione molto difficile ma non più complessa rispetto al trasloco di un altro capolavoro”., spiega alla BBC Catriona Pearson, dirigente del settore esposizioni dell’Ashmolean Museum dell’università di Oxford. “Il rischio non cambia a seconda del valore, spostiamo gli oggetti artistici sempre allo stesso modo: facendo molta, molta attenzione”.  E sebbene il direttore del Louvre Jean-Luc Martinez abbia detto all’agenzia France Presse che le due distano appena 100 passi, il rischio c’è sempre.

Il più grande, ad esempio, è costituito dagli avventori del museo. Ecco perché nel famoso museo parigino i trasferimenti si fanno la notte o la sera tardi, dopo la chiusura.

Il secondo rischio riguarda la “passeggiata”: prima di spostare un quadro i lavoratori fanno una camminata di prova con in mano una cornice di legno grande quanto l’opera. “Questo è quello che si fa soprattutto con le opere di grandi dimensioni, se non si è certi spostare il quadro senza toccare porte e spigoli”, ha spiegato la Pearson. Le persone incaricate del trasferimento possono così prendere le misure, provare e riprovare e individuare quale sia il tragitto migliore da fare il capolavoro in mano.

Diverso è trasferire un’opera d’arte all’estero. “È molto più complicato”, spiega l’esperta. “I rischi sono molti. Bisogna essere assolutamente certi che il quadro sia stato imballato alla perfezione; scegliere – quando si può – il mezzo migliore; lasciare acclimatare la tela una volta giunta sul posto.

La Gioconda ha mai viaggiato all’estero?

Sì, ma solo di recente. L’ultima nel 1974 quando fu esposta prima in Russia e poi in Giappone. Circa 11 anni prima era volata fino alla Galleria Nazionale di Washington DC’ e al Metropolitan Museum of Art – Met – di New York. Nel 1911 la tela fu rubata da Vincenzo Peruggia, un ex dipendente del Louvre che aveva montato la teca che proteggeva la Monna Lisa e che quindi sapeva bene come smontarla. La tenne nascosta per quasi due anni, con lo scopo di restituirla all’Italia, poi riapparve a Firenze. 

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