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“Dedico la vittoria ai nostri nonni e ai nostri padri, che furono prima sedotti e poi oppressi dal fascismo, soprattutto quelli che tra loro trovarono il coraggio di combatterlo armi alla mano. Vorrei dedicare il premio anche ai nostri figli, con l’auspicio che non debbano tornare a vivere quello che abbiamo vissuto cent’anni fa, in modo particolar e a mia figlia Lucia”.

Esprime così la propria soddisfazione, “emozionato e sudato”, lo scrittore Antonio Scurati, l’autore di M. Il figlio del secolo, nel corso della notte che lo proclamato vincitore di quest’edizione dello Strega, la LXXIII per numero progressivo. “Previsto e confermato”, scrive il Corriere della Sera. “Buona la terza. Ha aspettato cinque anni, due sconfitte, l’amarezza sul filo di un voto, per potersi finalmente scolare sul palco il liquore che addolcisce ogni tensione”, è l’incipit della cronaca della serata che si può leggere su la Repubblica.

A dieci anni dall’ultima sconfitta, Antonio Scurati domina il premio Strega con 101 voti di distacco dalla seconda arrivata, Benedetta Cibrario con Il rumore del mondo. E siccome pur sempre di una competizione editoriale si tratta, con ricche ricadute sulle vendite dei libri, il quotidiano di via Solferino titola “Trionfa Scurati, perde Einaudi”, casa ditrice sabauda in gara con ben due autori: Marco Missiroli con Fedeltà (terzo posto) e Nadia Terranova con Addio fantasmi (Stile libero, ultima classificata).

E sul duello, scrive la Repubblica: “Per la finale i 660 giurati hanno avuto a disposizione un voto secco ed è subito stato chiaro che il romanzone sulle origini del fascismo di Scurati — un tomo di 840 pagine che si avvia a diventare una serie tv e che ha all’attivo 180 mila copie — avrebbe vinto a mani basse. Per la scuderia Giunti è la prima vittoria allo Strega. Quello che non si era mai visto è un duello nelle retrovie, una guerra fratricida per il secondo posto, con sfidanti interni allo stesso gruppo editoriale mondadoriano: Cibrario, che è stata fin dall’inizio molto sostenuta dai voti dei 20 Istituti italiani di cultura all’estero (in tutto 200), dai lettori forti e dalle biblioteche (60 voti) e Missiroli, forte tra gli Amici della Domenica, la giuria storica del premio formata da 400 personalità del mondo della cultura (tra cui siedono giornalisti, intellettuali, editori e molti scrittori”).

Si legge invece sul Corriere: “Nei giorni scorsi il prudente Scurati aveva preferito raccontare l’avvicinamento alla tappa finale: ‘Non è la mia prima volta allo Strega, è la prima volta che ho partecipato al tour: un percorso faticoso, una purificazione dalle esperienze del passato quando ero più giovane, più teso, forse ambizioso. Stavolta mi sono avvicinato alla proclamazione con animo sereno. Mi sono riconciliato con il Premio, mentre negli anni passati lo avevo sofferto’”. 

Annota ancora la cronista del quotidiano milanese: Scurati è “talmente emozionato che, dopo essersi attaccato alla fatidica bottiglia di liquore, è sceso dal palco senza dire una parola. E lo scrittore Sandro Veronesi, ex vincitore dello stesso Premio, gli ha urlato dalla platea: ‘Piangi! Almeno piangi!’”

Di Antonio Scurati si ricorda un’intervista a il manifesto pubblicata sull’edizione cartacea il 23 aprile scorso in cui lo scrittore affermava che “dare voce. Mussolini serve a liberarci di lui”. “Soprattutto significa fare i conti con il rimosso della coscienza collettiva, il fascismo come una delle matrici dell’identità nazionale e farlo attraverso una nuova narrazione popolare e inclusiva, secondo la vocazione della forma romanzo. Mi ha spinto la convinzione che, dopo la caduta storica della pregiudiziale antifascista, un romanzo su Mussolini fosse possibile e, quindi, necessario proprio per rinnovare le ragioni dell’antifascismo”.

Da poco uscito in libreria, M. Il figlio del secolo aveva ricevuto una poderosa stroncatura sulle colonne del Corriere della Sera da parte dello storico Ernesto Galli della Loggia, che gli rimproverava alcuni errori di nomi, date e citazioni e di avere “ritoccato la storia” con il suo romanzo. A propria volta lo scrittore aveva preso carta e penna e replicato allo storico dicendo che “raccontare è arte, non scienza esatta”. Ne è nata così una breve querelle, nella quale si erano infilate anche le annotazioni di Pierluigi Battista, e alla quale Galli della Loggia aveva poi scritto nuovamente, chiudendo definitivamente l’argomento, ma non prima d’aver affermato che “la licenza creativa non autorizza a tradire la verità della storia”.

Scurati ha annunciato che scriverà il seguito di ‘M’, che tratterà il ventennio fascista.

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