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“Abbiamo in mente un grande piano di investimenti per consentire anche a chi ha problemi di poter accedere ai luoghi della cultura. Credo sia una battaglia di civiltà. La prossima campagna, riguarderà le diverse disabilità”. A prometterlo il ministro dei beni culturali Alberto Bonisoli che con l’AGI ha fatto un bilancio dell’attività svolta nel primo anno di governo.

In realtà, precisa il ministro, “abbiamo appena cominciato. Voglio dire due cose: prima di tutto che questo governo è molto attento alla cultura, alla tutela, alla valorizzazione dei beni culturali, e poi che i risultati del lavoro di qualsiasi ministero non si vedono quasi mai immediatamente”.

“I tempi per gli investimenti sono generalmente molto lunghi. Faccio un esempio: poche settimane fa abbiamo definito la distribuzione di quasi un miliardo di investimenti nei siti per un periodo lunghissimo che arriva fino al 2033”.

“Quei fondi erano stati stanziati dal precedente governo. Io sono riuscito ad aumentare quei fondi, a portarli oltre il miliardo e 600 milioni. Ma i primi frutti si raccoglieranno tra un paio di anni”.

La riorganizzazione del ministero

Pensando una delle iniziative più “sofferte”, in termini di risultato, Bonisoli ha sottolineato che  “non ce ne è una sofferta. Abbiamo portato a casa molti risultati e nessuno potrei definire sofferto. Vado fiero dell’aumento delle gratuità nei musei”.

“Uno di quegli interventi di cui si vedono i risultati subito. E’ mia intenzione aumentare ulteriormente le gratuità. Le abbiamo portate da 12 a 20 giornate, saranno di più nel 2020”. 

Guardando “in casa”, Bonisoli ha detto che sulla riorganizzazione del ministero, “siamo a buon punto. La riforma del mio predecessore aveva bisogno di un tagliando. Abbiamo studiato, insieme alla base, a chi lavora dentro i beni culturali, alle associazioni, ai sindacati, al terzo settore, le cose che funzionano e quelle che hanno qualche criticità”.

“La prima cosa che mi viene in mente è che c’è la necessità di accentrare alcuni meccanismi. Gli appalti, ad esempio, devono essere gestiti in maniera omogenea in tutta Italia. E poi va ridotta l’autonomia dei musei e siti autonomi”.

Quello a cui partecipa Bonisoli viene spesso definito il governo del “cambiamento”. Bonisoli è il ministro che ascolta e poi decide?  “Durante una delle prime volte in cui ho partecipato ad un incontro pubblico in qualità di ministro – ha spiegato –  mi sono definito un ‘lavoratore della cultura’. Una definizione che, adesso più che mai, sento mia”.

“Fin dall’inizio del mio mandato ho cercato di impostare l’attività ministeriale basandomi sul principio della massima condivisione delle scelte di Governo. Il lavoro di un buon amministratore è quello di fare sintesi tra le varie richieste che gli pervengono, le esigenze dell’amministrazione e i limiti della macchina burocratica”.

“Aver trascorso i mesi iniziali a fare incontri su incontri, dai direttori generali ai soprintendenti, dai sindacati al terzo settore, mi ha permesso di avere un’idea chiara della situazione e da lì sono partito per riportare la Cultura al centro delle dinamiche socio-economiche e politiche”.

Invitato poi a darsi un voto a proposito del lavoro fatto fino da oggi, Bonisoli precisa: “E’ una domanda a cui non è semplice rispondere, e lo dico con l’esperienza di tanti anni di insegnamento. Non è semplice valutare se stessi, ed in fondo saranno i cittadini a valutare l’operato mio e di questo Governo”. “Col senno di poi alcune cose potevano essere comunicate meglio, per evitare polemiche quali quelle – false – della riduzione delle giornate di entrata gratuita nei musei. Quel che però posso sicuramente affermare è che stiamo riuscendo, un passo alla volta, ad avvicinare la cultura ai cittadini, facendo capire quanto la cultura può contribuire notevolmente allo sviluppo del Paese e trasformare il tessuto economico e sociale dei territori”.

E riferendosi alle polemiche per la sostituzione delle prime domeniche del mese gratuite con altri giorni con accesso gratuito, il ministro afferma di essere  “molto soddisfatto” per il risultato ottenuto:  “Abbiamo fatto partire la campagna di gratuità ‘Io Vado Al Museo’ che ha portato da 12 a 20 le giornate ad accesso libero nei siti e musei statali, e togliendo l’obbligo della gratuità nelle prime domeniche di ‘alta stagione’, già in questi primi mesi abbiamo evitato diverse situazioni di disagio con le code ‘chilometriche ed il sovraffollamento degli scorsi anni”.

“La prima settimana di marzo, completamente gratuita, ha visto un aumento dei visitatori di molti musei statali di due o tre volte rispetto all’anno scorso, e abbiamo stabilito che, nei giorni a pagamento, i giovani da 18 a 25 anni possano entrare con un biglietto ridotto 2 euro”.

Code ai musei

L’Italia è il paese con il maggior numero di siti Unesco al mondo, ma ci sono problemi di manutenzione e valorizzazione. “Siamo consapevoli del fatto che ci siano delle difficoltà nel mantenimento di un così vasto patrimonio culturale quale è quello italiano – ha spiegato il Ministro –  ed è per questo motivo che, per prima cosa abbiamo deciso di stanziare oltre 100 milioni di euro per la sicurezza dei nostri siti e musei, abbiamo reso operativa l’Unità Nazionale per la Sicurezza del Patrimonio e abbiamo stanziato i fondi e chiesto e ottenuto di poter assumere 3.500 nuove unità di personale al Ministero con concorsi pubblici che partiranno entro il 2019, e tra qualche settimana sarà pubblicato il primo bando”.

“Ovviamente non ci fermeremo qui e stiamo già puntando ai sistemi integrati tra luoghi della cultura, istituzioni e servizi territoriali e realtà economiche locali così da moltiplicare esponenzialmente il valore dei nostri siti e musei in tutta Italia”. 

Visitatori in aumento nei luoghi della cultura?  “I visitatori sono aumentati moltissimo nella ‘settimana dei musei’ – sottolinea Bonisoli –  che quest’anno si è tenuta dal 5 al 10 marzo. I visitatori sono in aumento ovunque ma non posso ancora avere un dato completo. Il mio primo anno di lavoro intero è il 2019. Solo alla fine dell’anno solare potremo stilare un primo bilancio”.

E per quanto riguarda lo spettacolo, Bonisoli ricorda di aver “voluto aumentare nel 2019 il Fondo Unico per lo Spettacolo dal Vivo e sono molto soddisfatto di questo perché lo Stato deve finanziare il teatro, la lirica, la danza, le orchestre, i circhi e lo spettacolo viaggiante. Nell’anno 2018, rispetto alla iniziale legge annuale di bilancio, l’aumento è stato di 10 milioni e nel 2019 abbiamo avuto un ulteriore aumento di quasi 15 milioni”.

I turisti incivili

Spesso finiscono sui giornali fotografie di turisti (soprattutto stranieri) che non rispettano le nostre città d’arte come per esempio, i “visitatori” che incidono il proprio nome sui muri del Colosseo.

“Alcuni cittadini stranieri offendono con azioni e gesti incivili il nostro patrimonio culturale e penso fortemente che dovrebbero restare a casa loro. La legge già punisce chi provoca un danno al patrimonio culturale – conclude Bonisoli –  ma si potrebbero avviare anche azioni diplomatiche per sensibilizzare le ambasciate straniere. Condivido la scelta della Sindaca Raggi di scrivere alle ambasciate per chiedere di tenere lontani i vandali già sanzionati nella Capitale”.

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