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Da oggi ‘Green Book’ non è più solo la storica guida ‘salvavita’ per automobilisti di colore diffusa negli Usa per 40 anni dal 1936 al 1966, ma è anche uno dei 91 film che nella storia di Hollywood hanno vinto l’Oscar come miglior film dell’anno.

‘Green Book’, infatti, è il film di Peter Farrelly che ha trionfato a Los Angeles ed è stato referito al favoritissimo ‘Roma’ di Alfondo Cuaron. La storia è ambientata negli Usa all’inizio degli anni Sessanta. Tony ‘Lip’ Vallelonga (Viggo Mortensen) è un buttafuori italo-americano un po’ ignorante che viene ingaggiato da Donald Shirley (Meharshala Ali), celebre e raffinato pianista di jazz, come suo autista.

L’artista deve recarsi nel sud del Paese per un tour e, nel viaggio, utilizza una guida particolare, ‘Green Book’, una guida per negri (“for negro motorist for vacation without aggravation”, come recitava il sottotitolo del libro, ossia per negri in automobile per vacanze senza seccature) in cui sono segnalati motel, ristoranti e pompe di benzina dove gli afroamericani non sono discriminati.

Storia del Green Book 

Cos’era questo ‘Green Book’? Un libro per gente di colore per sopravvivere nell’America razzista scritto nel 1936 da Victor Hugo Green, ex impiegato delle poste ad Harlem, New York. La prima edizione, come ha scritto Bookciakmagazine.it, era un semplice fascicoletto di 16 pagine e copriva soltanto l’area metropolitana di New York ma già dall’anno successivo visto il successo di vendita e le richieste, si ampliò fino a coprire tutti gli Stati Uniti, arrivando a essere composto da oltre 120 pagine nell’ultima edizione del 1966.

Un libro che per 40 anni, fino all’approvazione del Civil Rights Act (legge del 1964 voluta da John Fitzgerald Kennedy) che dichiarò illegali le disparità di registrazione nelle elezioni e la segregazione razziale nelle scuole, sul posto di lavoro e nelle strutture pubbliche in generale) rappresentò un vero e proprio manuale salvavita del viaggiatore per i neri americani.

Nel film di Farrelly viene utilizzata l’edizione del 1959 (anche se i fatti e gli eventi nel film si svolgono nel 1962) che costava 1,25 dollari (nel 1962 il prezzo era 1,95 dollari) e le pagine dedicate agli Stati erano in ordine alfabetico dall’Alabama al Wyoming, fino all’Alaska, Bermuda, Canada, Caribbean, Mexico.

Una ‘guida interattiva’ che si potrebbe addirittura definire pioniera dell’attuale ‘Lonely Planet’ in cui, ogni paragrafo, inframezzato da piccole pubblicità e disegni, forniva indicazioni per hotel, motel, case vacanza, ristoranti: tutti, ovviamente, riservati ai neri.

All’interno del libricino salvavita c’era una sezione dedicata alle valutazioni e recensioni degli alloggi visitati dove era anche possibile indicare nome e indirizzo di nuove strutture scoperte casualmente durante il viaggio.

I suggerimenti del ‘Libro verde’ 

Nell’ultima pagina c’erano anche dei suggerimenti per come proteggere la casa dai ladri durante la propria assenza, si andava dal “comunica ai tuoi vicini che stai partendo per le vacanze e lascia loro una copia delle chiavi di casa” al “fai sospendere le consegne quotidiane del latte e dei giornali”.

E ancora: “utilizza i timer automatici per la gestione delle luci che si accenderanno e spegneranno automaticamente, dando alla tua casa quel look ‘live-in’ o anche ‘assicura gli oggetti di valore che possiedi, il costo è minimo mentre il rischio che possano entrare dei ladri è alto”.

Su Internet, nel sito ‘The New York Public Library Digital Collections’ alla voce ‘Green Book‘ si trovano catalogate e riprodotte tutte le edizioni della guida, dalla prima edizione del 1936 all’ultima del 1966: tutte sfogliabili e scaricabili, integralmente e gratuitamente. In un’introduzione all’edizione del 1949, l’editore auspica che “verrà un giorno, in qualche tempo di un vicino futuro, in cui questa guida non sarà più pubblicata… e ciò avverrà quando la nostra razza avrà uguali opportunità e privilegi in tutti gli Stati Uniti”.

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