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In un’epoca di confusione e disorientamento, siamo ancora capaci di capire il mondo che abbiamo creato? E' la domanda cui vuole rispondere Yuval Noah Harari nel nuovo saggio in uscita per Giunti il 29 agosto (560 pagine, 24 euro). Dopo il successo di 'Sapiens' (2014) e di 'Homo Deus' (2017), '21 lezioni per il XXI secolo' si fa largo nelle acque torbide della disinformazione e della disinformazione per affrontare alcune delle questioni più urgenti dell’agenda globale contemporanea.

Perché la democrazia liberale è in crisi? Dio è tornato? Sta per scoppiare una nuova guerra mondiale? Che cosa significa l’ascesa di Donald Trump? Che cosa si può fare per contrastare l’epidemia di notizie false? Quali civiltà domineranno il pianeta: l’Occidente, la Cina, l’islam? L’Europa deve tenere le porte aperte ai migranti? Il nazionalismo può risolvere i problemi causati dalla disuguaglianza e dai cambiamenti climatici? In che modo potremo difenderci dal terrorismo? Che cosa dobbiamo insegnare ai nostri figli?

Miliardi di noi possono a stento permettersi il lusso di approfondire queste domande, perché siamo pressati da ben altre urgenze: lavorare, prenderci cura dei figli o dare assistenza ai genitori anziani. Purtroppo la storia non fa sconti. Se il futuro dell’umanità viene deciso in vostra assenza, poiché siete troppo occupati a dar da mangiare e a vestire i vostri figli, voi e loro ne subirete comunque le conseguenze. Certo è parecchio ingiusto; ma chi ha mai detto che la storia è giusta? Un libro non può dare alla gente né cibo né vestiti, ma può fare e offrire un po’ di chiarezza, contribuendo ad appianare le differenze nel gioco globale. Se questo libro servirà ad aggiungere al dibattito sul futuro della nostra specie anche solo un ristretto gruppo di persone, allora avrà raggiunto il suo scopo.

Harari ha conseguito il dottorato di ricerca in Storia all’Università di Oxford e insegna presso il Dipartimento di Storia della Hebrew University di Gerusalemme.

 

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