Newsletter
Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someone

AGI – Tre punte di lancia conficcate nel terreno, di cui due incrociate. Rinvenute qualche anno fa, sono diventate l’indizio per la scoperta più significativa della campagna di scavi condotta quest’anno a Selinunte dalla New York University e dall’Università statale di Milano: una grande piattaforma addossata al fronte del monumentale Tempio R, con ogni probabilità destinata ad altare nel 570 a.C.

Si tratta di uno spazio in cui non si era mai scavato finora, è che è occupato dai blocchi dell’architrave del Tempio C. Questi, crollati in età medievale e risistemati nella posizione attuale da Francesco Saverio Cavallari alla fine dell’Ottocento, dovranno essere rimossi se si vorrà esplorare il resto della piattaforma e dell’altare. Le due punte di lancia erano state trovate lì vicino, e con esse un corno di capra: probabilmente erano offerte votive alla dea della Guerra databili all’epoca della costruzione del Tempio R.

Il fatto che fossero conficcati nel terreno, spiega Clemente Marconi, capo della missione di scavo, in un saggio pubblicato nel 2019, potrebbe indicare simbolicamente “la presa di possesso della nuova terra da parte dei coloni greci”.

Infine, nel riempimento ellenistico che ha sigillato il Tempio R e l’area circostante nei suoi livelli arcaici e classici, è stato rinvenuto un braccio in marmo di grandezza naturale, appartenente a una statua di circa 1 metro e 80 che può essere associato a un frammento di avambraccio trovato quattro anni fa e realizzato nello stesso materiale e con le stesse proporzioni. I due frammenti sono riferibili a una statua di kouros, il tipo statuario maschile principale della scultura greca arcaica. La statua, che con ogni probabilità aveva funzione votiva nell’ambito del grande santuario urbano potrebbe essere stata danneggiata in occasione della presa cartaginese di Selinunte nel 409.

La scultura, verosimilmente, è stata smembrata e riutilizzata come materiale di riempimento e riciclo in età ellenistica. Selinunte, spiega all’AGI il direttore del parco archeologico, Bernardo Agrò – aveva un diretto rapporto con Atene e le sue scuole di scultori: lo dimostra proprio il ritrovamento di frammenti di kouros che impreziosivano i templi”.

La prosecuzione delle ricerche potrebbe portare alla scoperta di ulteriori frammenti della statua, che rappresenta una testimonianza importante dei rapporti esistenti tra Selinunte e l’isola di Paros. E’ proprio sulla scia delle grandi scuole dell’antichità che vorrebbe procedere il Parco. “Il progetto – prosegue Agrò – punta alla realizzazione a Selinunte di un grande laboratorio, prodromico alla costituzione di una scuola di specializzazione in archeologia. Giovani archeologi provenienti dalle diverse parti del mondo sono già presenti nell’area del Parco archeologico e il progetto ‘I laboratori permanenti delle arti e delle scienze’ prevede lo scambio costante di esperienze tra giovani archeologi siciliani e colleghi di altra formazione. Si tratta di un progetto molto importante che offre ai giovani studiosi siciliani la possibilità di fare pratica sul campo con esperienza già’ nel periodo della formazione accademica”. Insomma, un vero e proprio “modello Selinunte” che si tradurrà anche in un allestimento di Land Art e nei “cantieri della conoscenza” che saranno visitabili durante gli scavi.

Flag Counter