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AGI – I medici di famiglia, odontoiatri e liberi professionisti che esercitano a Torino e in provincia, hanno installato all’esterno dei loro studi 75 ‘campionatori’ per il rilevamento della qualità dell’aria. I dispositivi misureranno fino a fine marzo i livelli di inquinamento atmosferico, saranno poi ritirati e inviati a un laboratorio che effettuerà l’analisi dei dati.

“Il tema dell’inquinamento è complicato e complesso, noi medici siamo consapevoli che la situazione é grave e va risolta con urgenza“, spiega Guido Giustetto, presidente dell’Ordine dei medici di Torino, dopo l’adesione alla campagna di monitoraggio promossa dal Comitato Torino Respira ‘Che aria tira?’.  Un’iniziativa che assume ancora più significato dopo l’invio degli avvisi di garanzia, da parte della Procura di Torino, ai sindaci del capoluogo e presidenti della Regione Piemonte che si sono succeduti nelle ultime due legislature: Fassino e Appendino, Cirio e Chiamparino e gli assessori all’Ambiente dei due enti.

“La nostra iniziativa – precisa Giustetto – è stata organizzata prima dell’inchiesta giudiziaria e non ha nulla a che vedere con gli atti della Procura. Ci è sembrato interessante coinvolgere i colleghi medici sul tema inquinamento, la gravità della situazione è nota, pensiamo sempre che le polveri sottili diano problemi respiratori e cardiaci, ma in realtà studi importanti dimostrano o comunque suggeriscono che una serie di patologie che sembrerebbero poco correlate all’inquinamento in qualche modo hanno un legame. Come, ad esempio, infertilità, diabete, tumori, malattie neurodegenerative, problemi dello sviluppo neonatale nel grembo materno e nei primi periodi post-nascita. Studi che – continua Giustetto – ci dicono come bisogna prendere posizioni decise”.

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