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AGI – Nel 2020, anno in cui il traffico auto è diminuito a causa del lockdown, e molte aziende si sono fermate, non c’è stato quel calo proporzionale di Pm10 nell’aria come ci si sarebbe aspettato.

Pm10 nel 2020 in linea con la media annua: non è calato senza traffico auto

Da un’analisi presentata da Arpa Lombardia, durante una conferenza stampa dell’assessore all’Ambiente e Clima di Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo, emerge che “il Pm10 nel 2020 é stato in linea con la media annua, ma come giorni di superamento é stato peggiore del 2019”.  L’anno scorso “su tutto il territorio regionale è stato rispettato il valore del limite medio annuo di 40 microgrammi per metro cubo per il Pm10. Ma i dati sono comunque sorprendenti perché il lockdown, con il conseguente blocco del traffico veicolare, non ha portato a una significativa diminuzione dei giorni di superamento del valore limite giornaliero (50 µg/m³). Al contrario c’è stato un leggero incremento rispetto al biennio precedente, per il prevalere di fattori meteorologici negativi”.

I dati peggiori nei mesi in cui non ha piovuto

“Nei mesi di gennaio, febbraio e novembre le precipitazioni sono state addirittura inferiori ai valori minimi degli ultimi 15 anni. Questo ha creato situazioni particolarmente sfavorevoli alla dispersione degli inquinanti e in diverse centraline è stato superato il numero dei 35 giorni, sebbene in misura variabile a seconda delle città. Non a caso i superamenti dei valori del Pm10 si sono concentrati soprattutto in questi mesi”. 

Detto questo, se si guarda al trend su base pluriennale, negli anni, dal 2005 al 2020, la qualità dell’aria in Regione Lombardia continua a migliorare: a Milano, per esempio, il numero dei giorni in cui si è superata la soglia massima di Pm10, è diminuito del 41%. 

“Non è accanendosi sul traffico auto che si risolve il problema inquinamento”

Dunque per l’assessore “non è accanendosi sul traffico che si risolve” il problema del troppo smog. “Voler considerare il solo traffico auto come il principale responsabile dell’inquinamento dell’aria – sottolinea – non ha evidenze scientifiche”. Per esempio, i giorni “29 e 30 marzo – aggiunge – quando si sono verificati livelli alti di Pm10, erano arrivate polveri dai deserti asiatici e si erano depositate qui”.  

L’analisi dell’Arpa mostra che “Non c’è una correlazione diretta e proporzionale tra andamento del traffico e della qualità dell’aria”. E’ la “dimostrazione che il traffico non è la principale causa dell’inquinamento”. 

Il problema dello smog è complesso 

Tutto questo conferma la complessità del tema della qualità dell’aria. “Talvolta risulta addirittura contraddittorio e necessita di un quadro di interventi che agiscano su una molteplicità di fattori. Dalla mobilità al riscaldamento domestico con i caminetti a legna, dalle limitazioni delle emissioni in agricoltura alla riduzione dei fattori che determinano la formazione di particolato secondario in atmosfera”.

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