Newsletter
Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someone

AGI – Il cannabidiolo (Cbd), principio attivo contenuto anche nella cosiddetta ‘cannabis light’, diventa ufficialmente una sostanza stupefacente. Lo stabilisce il decreto del ministro della Salute Roberto Speranza, pubblicato in Gazzetta Ufficiale giovedi’ scorso, che inserisce nella tabella dei “medicinali a base di sostanze attive stupefacenti” proprio le “composizioni per somministrazione ad uso orale di cannabidiolo ottenuto da estratti di Cannabis”.

Il motivo, si legge nel decreto, si deve al fatto che “attualmente è in corso di valutazione presso l’Agenzia italiana del farmaco (AIFA) una richiesta di autorizzazione all’avvio della commercializzazione di un medicinale, in soluzione orale contenente cannabidiolo, che ha già ricevuto l’autorizzazione all’immissione in commercio centralizzata da parte dell’European Medicines Agency (EMA)” e che lo stesso medicinale “è controllato attraverso un programma di uso compassionevole, notificato all’AIFA, per i pazienti in trattamento con sindrome di Dravet e sindrome di Lennox-Gastaut”.

Quindi è necessario, spiega il ministero, collocare il Cbd nella tabella dei medicinali, tanto piu’ che nell’elenco “sono indicati i medicinali a base di sostanze attive stupefacenti ivi incluse le sostanze attive ad uso farmaceutico”.

Tuttavia la decisione rischia di mettere in crisi il mercato della cannabis light e gli esercenti, che teoricamente, in quanto farmaco, non potranno più vendere prodotti a base di cannabidiolo. Che peraltro è considerata la parte “curativa” della cannabis, con effetti rilassanti, antinfiammatori e antidolorifici, a differenza del Thc che è il principio attivo responsabile dell’effetto psicotropo.  

Flag Counter