Newsletter
Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someone

AGI – Non è andato lontano Giuseppe Mastini, noto come Johnny lo Zingaro, che ha percorso solo una decina di chilometri dal giorno della sua evasione dal carcere di Bancali a Sassari. L’ergastolano è stato trovato in località Zuari, nelle campagne del Sassarese, in una zona compresa tra la periferia della città e la zona di San Michele di Plaianu. L’area è attraversata dalla strada Buddi Buddi che porta verso la spiaggia cittadina di Platamona.

Evaso, come nei casi precedenti, per questioni sentimentali, Matini è stato catturato alle 8,15 di martedì mattina. Con lui non c’era la donna, per la quale non sarebbe tornato nel carcere di Bancali dopo il permesso premio dello scorso 6 settembre, ma Lorenzo Panei, pregiudicato di 51 anni, proprietario del casolare dove il malvivente era nascosto e che è stato arrestato con lui per favoreggiamento. Johnny lo avava conosciuto in carcere.

L’ergastolano aveva tentato di camuffare il proprio aspetto tagliando e tingendo i capelli di biondo platino. Secondo le prime ricostruzioni  stava programmando di raggiungere la sua compagna in Toscana.

Con questo arresto il Nic della polizia penitenziaria ha portato a 100 il numero delle catture di evasi latitanti.

Una vita in fuga

Analfabeta, figlio di giostrai lombardi di etnia sinti, Johnny lo zingaro o il ‘Biondino’, è uno dei personaggi di spicco della criminalità comune romana. Già a 11 anni, trasferitosi nella Capitale con la famiglia, diventa noto alle forze dell’ordine per un furto e una sparatoria con la Polizia.

Il primo delitto che gli è stato contestato è l’omicidio di un autista di tram, Vittorio Bigi, conseguenza di una rapina finita male: assieme a un coetaneo, la sera del 28 dicembre 1975, Mastini, all’epoca 15enne, cerca di rubare a Bigi 10 mila lire e un orologio. Non tutto fila liscio e i due giovani sparano due colpi di pistola, che feriscono a morte l’autista del mezzo, il cui cadavere viene nascosto e ritrovato solo una settimana più tardi, in un prato in zona Tiburtina. Grazie alla testimonianza di un tassista i due minorenni vengono arrestati: nel carcere minorile di Casal del Marmo, dove viene rinchiuso per scontare una condanna a 15 anni, Mastini conosce Pino Pelosi, in cella per l’omicidio di Pier Paolo Pasolini.

Nel febbraio 1987 ottiene un permesso premio, del quale approfitta per rendersi latitante. Viene segnalato per una serie di rapine e riconosciuto in una fotografia dalla moglie di Paolo Buratti, console italiano in Belgio, ucciso nella sua villa a Sacrofano mentre tentava di resistere a una rapina.

Il 23 marzo, mentre gira per Roma in macchina con una ragazza conosciuta nei giorni precedenti, Mastini viene fermato da due poliziotti contro i quali apre il fuoco. Uno degli agenti muore, l’altro viene ferito in modo grave, mentre Johnny, illeso, continua la sua fuga, sparando anche contro un carabiniere in borghese che gli intimava l’alt. Dalla Tuscolana, riesce a raggiungere la via Nomentana, dove la sua auto si ferma per un guasto: a quel punto, Mastini rapina un’altra vettura ad una coppia minacciandola con la pistola; la ragazza che era a bordo, per lo spavento, non riesce a scendere dalla vettura. Viene sequestrata e condotta fino a via della Bufalotta dove Johnny decide di lasciarla andare. Poche ore dopo, Mastini e la sua amica vengono arrestati.

Nel processo celebrato nel 1989, viene condannato all’ergastolo per tutti i reati che gli vengono contestati, tranne l’omicidio di Sacrofano. Nel 2014 ha usufruito di un permesso premio, per partecipare al concerto dei Prodigy a Roma: con l’associazione Nessuno tocchi Caino ha infatti avviato un percorso di reinserimento sociale.

Il 30 giugno del 2017, con la concessione di un periodo di lavoro all’esterno del carcere, Mastini non rientra al penitenziario di Fossano rendendosi ancora latitante. Ma il 25 luglio viene di nuovo catturato a Taverne d’Arbia in provincia di Siena.

Poi una nuova fuga: il 6 settembre scorso, usufruendo di un permesso premio, non fa ritorno nel carcere di massima sicurezza a Sassari. Ma la sua latitanza finisce oggi, 15 settembre: gli agenti lo trovano nascosto in un ovile e mettono fine alla sua ennesima fuga.

 

Flag Counter