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Tra i 26 indagati dalla Dda di Venezia per infiltrazioni della ‘ndrangheta nel Veronese compare anche l’ex sindaco di Verona, Flavio Tosi. Nei confronti del politico, ex Lega e poi fuoriuscito per fondare Fare!, viene ipotizzato il reato di peculato in concorso. Secondo quanto confermato da fonti vicine alle indagini, il coinvolgimento di Tosi riguarderebbe una presunta distrazione di denaro portata a termine con l’aiuto dell’ex presidente dell’Ami, la municipalizzata dei rifiuti veronese.

“Sapevamo che la ‘ndrangheta era presente a Verona ma mai avremmo pensato che il radicamento delle cosche fosse tale da poter costituirne una locale autonoma e indipendente, come emerge dalle indagini della Dia di Venezia e delle Squadre Mobili di Verona e Venezia”, dichiara Francesca Businarolo, presidente della commissione Giustizia della Camera e deputata M5s. “Preoccupano, in particolare, i possibili collegamenti con la politica locale, in particolare con l’importante azienda del Comune di Verona, l’Amia, e con l’ex sindaco Tosi, che risulta indagato. Notizie inquietanti, che dimostrano la presenza ormai innegabile della criminalità organizzata anche in Veneto. Già Verona ha subito uno choc dalle indagini relative al caso di Domenico Multari, il boss che vantava una lunga fila di imprenditori e non veronesi fuori casa per la richiesta di favori. Grazie a magistrati e forze dell’ordine per aver portato a segno una operazione che consente di mettere in sicurezza i settori economici piu’ fragili e piu’ esposti al ricatto mafioso e la stessa Pubblica amministrazione”.

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