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Dopo sei giorni di attesa in mare con a bordo 82 migranti soccorsi al largo delle coste libiche, le autorità italiane hanno assegnato alla Ocean Viking un porto sicuro a Lampedusa. Si sta valutando ora se farla entrare direttamente nel porto dell’isola o se fare il trasbordo dei migranti su motovedette della Guardia Costiera. Le ong che gestiscono l’imbarcazione di soccorso, Medici senza frontiere e Sos Mediterranee, hanno espresso “sollievo” per il sospirato via libera del Viminale dove c’è ora un nuovo ministro, Luciana Lamorgese.

Il Governo assegna un porto sicuro a #OceanViking e i migranti saranno accolti in molti Paesi europei. Fine della propaganda di Salvini sulla pelle di disperati in mare.Tornano la politica e le buone relazioni internazionali per affrontare e risolvere il problema delle migrazioni pic.twitter.com/ymBCuSVBzO

— Dario Franceschini (@dariofrance)
September 14, 2019

“La Ocean Viking ha appena ricevuto istruzioni dal Centro di coordinamento del soccorso marittimo di Roma di procedere a Lampedusa, designata come Luogo di sicurezza per gli 82 sopravvissuti salvati in due operazioni Sar” l’8 settembre, ha twittato Sos Mediterranee. “Por fin”, finalmente, ha esultato un’altra ong, Open Arms. “C’è voluto un po’, ma finalmente alla Ocean Viking è stato assegnato un porto sicuro. Piccoli segnali di discontinuità”, ha commentato Matteo Orfini, ex presidente del Pd.

Giovedì scorso una donna incinta di nove mesi e suo marito erano stati evacuati verso Malta dopo che la donna aveva sviluppato “gravi complicanze”. La decisione dello sbarco arriva dopo la visita del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, a Bruxelles e l’annuncio della “grande disponibilità a trovare subito un accordo, ancorché temporaneo” per la gestione dei migranti soccorsi nel Mediterraneo.

Il nuovo governo riapre i porti, l’Italia torna il CAMPO PROFUGHI d’Europa.
Ministri abusivi, che odiano gli Italiani. pic.twitter.com/5WL7jLnARR

— Matteo Salvini (@matteosalvinimi)
September 14, 2019

Il giorno dopo la Commissione europea ha annunciato un “accordo per la ripartizione” delle persone a bordo della Ocean Viking tra alcuni Paesi dell’Ue che si sono offerti. Nel frattempo, nel piano a lungo termine, la Germania si dice pronta ad accogliere un quarto dei migranti salvati nel Mediterraneo e approdati in Italia. Lo ha confermato ieri il ministro dell’Interno tedesco Horst Seehofer in un’intervista alla Sueddeutsche Zeitung, spiegando che un’analoga disponibilità è stata manifestata dalla Francia.

Questa proposta per una soluzione temporanea della suddivisione dei migranti fra i Paesi europei verrà presentata, a detta della SZ, al vertice dei ministri degli Interni dell’Ue fissata per il 23 settembre a Malta per essere esposta ufficialmente al Consiglio europeo di ottobre. A Italia, Francia, Germania e Malta che sono intenti a fissare un primo e provvisorio regolamento per la suddivisione delle quote, dovrebbero seguire altri Paesi, afferma il ministro dell’Interno del governo di Angela Merkel.

“La nostra aspettativa – ha spiegato Seehofer – è che altri Stati si aggiungeranno”. Stando ai dati del ministero federale dell’Interno, negli scorsi dodici mesi sono stati 561 i profughi salvati nel Mediterraneo che sono giunti in Germania passando dall’Italia, un quarto di quelli soccorsi. 

Molti ci commenti sulla decisione del Viminale di consentire l’ingresso della nave a Lampedusa, una decisione che segna una svolta nella politica italiana dell’accoglienza, salutata con grande soddisfazione da molti esponenti della maggioranza e naturalmente con toni molto diversi da Matteo Salvini e da esponenti di opposizione.

Ha dichiarato David Sassoli, presidente dell’Europarlamento: “Non bisogna mai rinunciare all’umanità e poi non si deve pensare che prendendosela con poche persone si possa risolvere un problema come quello dell’immigrazione. Continuiamo ad avere una base volontaria invece noi dobbiamo averla strutturata. Ecco la differenza: non rinunciare certamente all’umanità ma avere meccanismi in cui la solidarietà viene codificata”.

“Siamo convinti – ha risposto Sassoli da Cesenatico a margine della giornata di studi della Summer School – che ce la faremo ad avere un’Europa che affronta il problema dell’immigrazione. Ma in questo momento abbiamo bisogno di regole precise, anche per dare ai Paesi del sud del Mediterraneo la certezza che il fenomeno viene condiviso con altri. Abbiamo apprezzato moltissimo lo sforzo della Germania e degli altri Paesi”.

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