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Omicidio, lesioni in merito e disastro colposo: sono le accuse mosse nei confronti dell'attuale presidente della Regione Abruzzo, Luciano D'Alfonso, e gli ex presidenti Ottaviano Del Turco e Gianni Chiodi, per la tragedia dell'hotel Rigopiano dove, nel gennaio 2017, una valanga travolse e distrusse l'albergo provocando 29 vittime.

L'inchiesta si allarga

I provvedimenti sono conseguenza di un allargamento dell'inchiesta sulle responsabilità del disastro. A tutti i nuovi indagati  – spiega il Fatto Quotidiano – il procuratore Massimiliano Serpi e il sostituto Andrea Papalia contestano proprio la mancata realizzazione della Carta di localizzazione dei pericoli da valanga, che – sostiene l’accusa – è stata decisiva nella costruzione dell’hotel di lusso in quel punto. Già nel 1999 fu lanciato il primo di una lunga serie di allarmi sul pericolo della zona, senza che venisse mai redatta la “carta valanghe”.


Che cosa è la carta valanga

La giunta regionale abruzzese avrebbe dovuto stanziare dei fondi per la carta valanga. Si tratta di una documentazione – obbligatoria dal 1992 – che individua le aree in cui il rischio di valanghe dovrebbe vietare la costruzione di edifici o comunque la loro frequentazione durante l'inverno. Solo il 1 febbraio 2017 (12 giorni dopo la tragedia di Rigopiano) sono stati trovati i soldi per metterla a punto. La società che ha costruito l'hotel, la Del Rosso Srl, avrebbe, in teoria, anche la possibilità di chiedere danni alla Regione, che era tenuta a segnalare la pericolosità del sito fin dal 1992, sostiene il legale dell'impresa.


Assieme ai vertici politici regionali, sono indagati anche gli assessori con le deleghe alla Protezione civile dalla giunta Del Turco in poi, ossia dal 2007 ad oggi, cioè Tommmaso Ginoble, Daniela Stati, Gianfranco Giuliante e Mario Mazzocca, oltre ai funzionari regionali.

Gli altri indagati 

Le prime indagini della Procura hanno portato all'iscrizione sul registro degli indagati tra gli altri l'ex prefetto Francesco Provolo e il presidente della Provincia Antonio Di Marco. Questo ulteriore sviluppo delle indagini  – si legge su La Repubblica – ha portato all'iscrizione sul registro degli indagati dei vertici politici regionali e degli assessori con le deleghe alla protezione civile dalla giunta Del Turco in poi, ossia dal 2007 ad oggi, cioè Tommmaso Ginoble, Daniela Stati, Gianfranco Giuliante e Mario Mazzocca.

La tragedia 

Mancano pochi minuti alle 17 di mercoledì 18 gennaio 2017 quando una valanga di neve e detriti si stacca dal Monte Siella e travolge l'hotel Rigopiano, a Farindola, un resort di lusso con spa a 1200 metri sul versante pescarese del Gran Sasso. Un impatto devastante che svelle l'intera struttura, la trascina e la sposta 10 metri più a valle.

Solo alle 19 i primi soccorsi si mettono in moto e, dopo molte ore e dopo aver affrontato la tormenta e scalato muri di neve, la colonna dei soccorritori arriva nella zona. I primi sono gli uomini del soccorso alpino del Cai e della Guardia di finanza, che raggiungono il resort sugli sci nella notte e salvano Giampiero Parete e Fabio Salzetta, che erano fuori dall'hotel in stato di ipotermia. Alla fine delle 40 persone presenti nell'albergo (28 ospiti, di cui 4 bambini, e 12 dipendenti): 29 perderanno la vita, solo in 11 sopravviveranno.

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