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La maggior parte dei quasi 8 milioni di studenti che dall’11 settembre stanno ricominciando a popolare le aule delle scuole italiane probabilmente pensa che la ‘tortura’ dei compiti, delle verifiche e delle interrogazioni sia iniziata di nuovo. Ma quando poi la scuola finisce per sempre, tutto questo diventa un ricordo e spesso è positivo. Parola di Doxa, che attraverso una ricerca  di mercato ha cercato di capire quali siano i ricordi degli italiani sulla scuola. Di tutti gli intervistati solo il 3,5% ha detto che ha un ricordo negativo delle scuole elementari, percentuale che sale di un punto e arriva al 4,5% se si parla delle medie e superiori.

Le elementari ‘vincono’ la partita dei ricordi positivi

Nove italiani su dieci, circa l’87%, ha ricordi molto buoni delle scuole elementari, legato sia ai compagni di classe che agli insegnanti. La percentuale si alza e arriva al 94% se si considerano i più giovani, quelli che hanno dai 15 ai 34 anni, mentre scende all’83% per gli over 55. Non va male nemmeno per la scuola media e le superiori. Anche questi due periodi scolastici sono ricordati positivamente dall’83% degli intervistati.

L’importanza della scuola si scopre da grandi

Ricordi a parte, quello che emerge dalle risposte raccolte dagli intervistatori Doxa è l’importanza che ciascuno attribuisce alla scuola nella formazione della propria personalità. Per la grande maggioranza gli anni scolastici sono stati cruciali. Il bagaglio di conoscenze accumulate è stato necessario per affrontare al meglio la vita in età adulta. Fondamentale in questo senso risulta essere stato soprattutto l’apporto delle scuole superiori, giudicate dall’88% del campione molto rilevanti. Seguono le elementari con l’85% di risposte positive. Un po’ meno incisive, a quanto pare, sono giudicate le medie il cui apporto si attesta all’81%. Scorrendo le fasce d’età degli intervistati, colpisce che oltre la metà dei 35-54enni reputa le elementari le scuole più formative. Al contrario dei 15-34enni, i famosi millennials, che scommettono tutto sulle superiori. E in questo fanno il paio con i baby boomers, ossia gli over 55, anche essi più affezionati proprio alle superiori percepite come ‘scuola di vita’ vera e propria.

Lingue straniere il cruccio più grande

Della scuola si ricordano i compagni, gli insegnanti, le gite, ma anche i voti soprattutto quelli brutti. Quasi la metà degli intervistati (49%) ricorda i ‘votacci' nelle lingue straniere, ma anche quelli in matematica e nelle altre materie scientifiche come biologia, fisica e chimica. Italiano e materie letterarie restano le preferite da tutti e quelle con i rendimenti migliori.

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