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(AGI) – Bolzano, 24 mag. – Se non ci fossero le frotte di turisti, germanici in grande maggioranza, giunti per il ponte della Pentecoste, Bolzano sarebbe una citta’ spoglia. Un vento fresco soffia dalle montagne ancora innevate, ma sui pennoni non sventolano le bandiere. Quelle poche che ci sono, sono a mezz’asta. Tutta “colpa” del centesimo anniversario dell’ingresso in guerra dell’Italia. In provincia di Bolzano non viene celebrato, non viene festeggiato. Il governatore altoatesino Arno Kompatscher, dopo aver ricevuto l’ordine da parte del Governo di issare bandiera italiana ed europea presso gli enti pubblici, non ci ha pensato due volte ad emanare un contrordine. “L’ingresso in guerra non e’ un motivo per festeggiare e per questo mi sembra inappropriato esporre le bandiere”, ha detto Kompatscher replicando al ministro della Difesa, Roberta Pinotti che aveva parlato di “Italia unita”. L’ordine, o il ‘Befehl’, come si dice da queste parti, di Kompatscher e’ stato eseguito alla lettera anche perche’ lui ha dimostrato di non essere minimamente intenzionato a fare marcia indietro. E cosi’, quest’oggi sui palazzi provinciali i tre pennoni sono completamente spogli. Non c’e’ la bandiera verdo-bianco-rossa, non c’e’ quella blu con le stelle dell’Europa e nemmeno quella biancorossa con l’antica aquila del Tirolo stemma della provincia di Bolzano. Sulla facciata di palazzo Widmann, sede degli uffici provinciale in pieno centro storico dove si trova l’ufficio di Kompatscher, e sulla facciata del palazzo del consiglio comunale, i pennoni sono completamente spigli. All’esterno del tribunale sono presenti solo la bandiera italiana e quella dell’Europa e dal pennone dove normalmente sventola il biancorosso si sente solo il tintinnio delle funi vuote. All’esterno dei palazzi comunali, il tricolore e’ a mezz’asta oppure, come nel caso del Conservatorio, legato insieme alle altre due bandiere al fine di non farle sventolare. A mezz’asta il tricolore che si trova difronte al contestato Monumento alla Vittoria, come quello presso la sede dell’anagrafe in via Vintola, oggi aperta per consentire il disbrigo delle pratiche elettorali essendo in corso il turno di ballottaggio. Un po’ diversa e’ la situazione nei quartieri prettamente italiani dove a finestre e balconi sono appese parecchie bandiere italiane. In provincia l’ordine che sembra essere passato per la maggiore e’ stato quello suggerito dal movimento popolare secessionista altoatesino della Suedtiroler Freiheit che ha chiesto l’esposizione della bandiera biancorossa della provincia listata pero’ a lutto perche’, come sostengono i nostalgici del Tirolo unito, “il 23 maggio 1915 e’ stato un giorno che ha deciso il destino della nostra Patria portando alla separazione della terra, morti, torture e altri problemi che durano fino ad oggi”. Insomma, in Alto Adige il vento prosegue a soffiare diversamente dal resto della penisola. (AGI) .

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